Sedici anni
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (13)
" Seminfermità mentale... 5 anni di casa di cura (o manicomio giudiziale) " il mostro va rieducato e curato... il sangue è rimasto a macchiare per un po' la strada poi la legge lo ha cancellato. Impietrita da questa vicenda non so cosa pensare di questa società che riabilita gli assassini senza tener conto delle vittime e delle persone straziate dal dolore. Condivisa e piaciuta.
Se un pover uomo ruba una mela sui banchi del mercato viene carcerto per tre anni, ad un assassino gli si danno cinque anni per infermità mentale e rimesso in libertà...per uccidere ancora... Rimango impietrita inanzi alla inutilità dei nostri magistrati (taccio, entrerei in una polemica lunga mesi...) Versi pieni di rabbia e ribellione contro una giustizia che non c'è, almeno nel nostro Paese Piaciuta, apprezzata e condivisa
Giusta indignazione. Purtroppo non è l'unico caso. Temo che la giustizia in questo mondo sia assente e si spera di trovarla nell'altro mondo. Molto apprezzata.
Cosa dire, se non che essere veramente delusa di come oggi la giustizia riesce a farsi spazio in mezzo a noi.
L'autore è riuscito magistralmente a concentrare in pochi versi tutto lo sdegno e il senso di impotenza che si prova davanti ad episodi del genere. Bella poesia, tema importante che induce alla riflessione.
Esiste l'associazione "nessuno tocchi Caino", ma di Abele che fa terra per ceci, non lo ricorda nessuno. La parola giustizia dovrebbe essere bandita dal vocabolario. Approvata e condivisa.
Quando leggo queste notizie rabbrividisco è una vergogna...è giustizia questa? no ...non l'ho è condivido in pieno il pensiero dell'autore so io cosa farei a questi assassini... sono molto indignata da questi individui e dalle nostre leggi... piaciuta
be in italia la giustizia certo non c'è c'è anche chi è ancora in galera con un reo confesso e lo stanno assolvendo incredibile ma qui succede
Ribellione legittima verso una società che da più spazio a chi delinque e non tiene conto delle vittime... sparite nel nulla alle quali è stato tolto il diritto di vivere. Apprezzata e condivisa.
...la legge in Italia è lenta... disuguale... incomprensibile... sputa sentenze assurde per chi dovrebbe pagare per aver interrotto una vita... Condivido pienamente le tue parole...
rabbia e tanta tristezza di fronte ad una legge assurda dove con pochi anni di carcere si lasciano in giro elementi pericolosi .Non si hanno parole ma riflessioni di fronte a tanto o addiritura nulla!
rabbia impotente... un urlo di sdegno e di denuncia... ma Signori questa é la legge! prova a rubare un pollo per fame... sarai crocifisso giustamente perché é la legge! stupendi versi!
Il poeta esprime con rabbia e sdegno il proprio dissenso verso una "non giustizia". La lirica forte prende il lettore che, a differenza dal titolo, si trova coinvolto in un vortice di disperazione e impotenza. Che dire? bella... anzi, di più.












