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Ribellione 20 gennaio 2009 · lettura 1 min · 3129 letture

Caino

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Tristo quel mondo che di troppe occasioni trastulla Caino; uccider quattro volte e celarsi dietro politico asilo, uccider due volte e goder d'assurdi sconti ghignando sul volto d'una madre. Gode il male tra politica e buonismo: unica opzione d'Abele, morire in silenzio.
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Un omicidio è un omicidio... e non c'è motivazione che possa giustificarlo. Noi siamo riusciti ad inventare i morti di serie A e quelli di serie B... gli assassini di serie A e quelli di serie B

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (10)

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Frammento20 gennaio 2009

...l'uomo crea tutto ciò che lo può fare soffrire... Buffo no? Bella

Giulia Aurora20 gennaio 2009

verità amara e sputata ruvidamente e per ciò fa anche più male nella sua crudezza reale ed evidente

Antonella Bonaffini20 gennaio 2009

La poesia è pienamente condivisa... la nota dell'autore mi ha fatto arrabbiare. Perché è vera e senza giustificazione. Apprezzatissima.

Danielinagranata20 gennaio 2009

molto vera un omicidio è un omicidio è non c'è giustificazione alcuna molto condivisa e piaciuta

Berta Biagini20 gennaio 2009

Un vero grido d'allarme in questo mondo che si è perso - che non riesce più a vedere qual'è il bene e qual'è il male.

Anna Maria Obadon20 gennaio 2009

Quanti omicidi restano assolutamente impuniti. La nostra anima o coscienza si ribella ad una legge che sembra sappia proteggere soltanto l'assassino e mai la vittima innocente. Così gira il mondo, per chi crede resta la consolazione di una vera "GIUSTIZIA" che non è di questo mondo: versi condivisi.

Cuccu Anna Maria20 gennaio 2009

L'omicidio è il crimine più grave che possa essere commesso eppure per la "Giustizia" non sempre è così. Certe sentenze giudiziare sono vergognose e vanno dalla parte di Caino e il povero Abele muore due volte. Molto intensa e apprezzata.

Veleno20 gennaio 2009

Bei versi di ribellione là dove la giustizia lascia a desiderare... Piaciuta e condivisa.

Rasimaco20 gennaio 2009

anche Caino era figlio di Dio... e con questo dire si mette una toppa su uno strappo che rischia di diventare una voragine... molto bella e condivisa.

Antonio Biancolillo21 gennaio 2009

Notevole ribellione in versi d'accusa reale... niente è scontato, niente è ovvio, niente è come tutti si aspettano... tutto è secondo la legge- politica... Condivisa in ogni pensiero e parola.