Vittime da zolfo e piombo

Mi chiamo Elisabetta Randazzo e vivo in Sicilia, a Bagheria. Da piccola amavo stare in compagnia di mio nonno, Antonio Landolina, amavo stare con lui perché tra le altre cose era anche un Cantastorie e m’incantavo ad ascoltarlo. Non credevo di poter scrivere, in quel tempo… ma con il passare degli anni sentivo cresce
Commenti (7)
La poetessa, in questa lirica forte e cruda, "tuona forte" contro la guerra. La situazione bellica nella Striscia di Gaza è messa a nudo nella sua drammatica realtà. Vittime indifese oltraggiate da "armi non convenzionali". Che dire? Bellissima... anzi di più.
Si sente l'eco straziante in questa opera che trabocca di umana sensibilità, Egli tace laggiù ma non il cuore di quest'autrice, sensibile al dolore profondo, di tanta innocenza straziata ne fa' poesia dando quel risalto di umana solidarietà... Opera che fa' meditare e si fa' leggere coinvolgendo i sensi, tra le righe tutto quello che c'era da dire, molto apprezzata e condivisa.
Aspra, in versi che colpiscono con eleganza e grande efficacia. Da leggere e meditare. Piaciuta
...Coscienti dalla loro impotenza... sottomessi... Un poò lo siamo tutti impotenti e sottomessi e ne siamo coscienti... Ci resta solo la nostra ribellione con la parola e la condivisione di pensieri con altri. Piaciuta tanto.
da leggere e rileggere e meditare su questi versi su questo orrore che porta sangue e vittime innocenti versi ch colpiscono come un schiaffo nella sua drammatica realtà scritta con la maestria di sempre molto apprezzata non è immaginazione ma purtroppo la cruda e spietata realtà
le guerre da sempre sono state funeste non tanto per chi le combatte, che comunque trae il suo alea, quanto per chi le subisce... poesia cruda, sdegnosa e colma di drammaticità... elegante e raffinata.
è una poesia che mette i brividi per la sua veridicità, per le immagini descritte con schiettezza, senza giri di parole, perché le atrocità non conoscono la leggerezza della poesia. eppure questa è Poesia, vera, dura e cruda! ho avuto qualche perplessità nell'individuare il soggetto di quell'"egli", ma gli ho dato un senso, pensando a un dio che tante volte appare dimentico di ciò che succede quaggiù... molto apprezzata.







