Divenne il tempo un vizio

E fu giorno
E fu notte
Mai più fu mattino
Mai più voglia d'inizio
Mai più sapor di latte
e di biscotti intinti
Divenne il tempo un vizio
Fu un tic tac che batte
su larghi sorrisi vinti
E l'occhio si restrinse
al primo raggio impudìco
Fu il buio l'unico amico
Solo lui... che mi spinse
a sognar ch'era un sogno...
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L'autore
Gabriella Cantoni
Ho il cuore in tasca, cambiato in spiccioli e vado pagando debiti più vecchi di me Pesa la moneta, più della banconota Ironia delle cose! Il meno vuole un più largo contenente che non il più, al quale basta poco... forse niente...
Commenti (2)
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Whiterose2 febbraio 2009
Bellissima. Poesia che invita tutti a riflettere sul valore della vita, del tempo che deve essere vissuto a pieno e mai fermato nel nulla nel dolore nell'apatia. Piaciuta moltissimo e condivisa
Rasimaco2 febbraio 2009
poesia stupenda in cui la poetessa ci pone davanti un dipinto di alto spessore... le sue pennellate lunghe e distese ci fanno riflettere... "...e fu giorno... e fu notte... mai più fu mattino..." ripeto Stupenda!
