Decadenza
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
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Forse quello che noi definiamo progresso è in realtà un regresso. In fondo non siamo tanto diversi dai nostri antenati delle caverne. l'odio e la violenza divampano e vengono perpetrate azioni abominevoli. In questa era di sazietà corporale e piena di tecnologia regna il vuoto dello spirito e dei sentimenti. Apprezzata riflessione.
Poesia colta ed essenziale per esprimere con raffinatezza ed incisività un triste concetto sotto gli occhi di tutti e che dovrebbe far continuamente riflettere... Molto apprezzata!
Bella la riflessione che ci dona l'autore... dove sono i valori veri della vita... forse erano più sentiti nei tempi passati... ora fiacchi e obesi viviamo in questa tecnologia smisurata dove il nostro sentimento è diventato... informatico... Molto bella.
Cibele, divinità pagana, madre delle madri, usava metodi molto "forti" quando si sentiva in qualche modo tradita. Chissà se per i molli uomini di oggi potrebbero essere "validi " gli stessi sitemi? Mah! ...Piaciuta
Più gli anni passano e più sembra di fare un salto nel vuoto - ci contorniamo di tutto eppure entro di noi vive il nulla.
Il nostro sentirci sempre più soli riposa nella perdita dei grandi valori... Versi intensi da leggere e rileggere. Apprezzatissima!
Riflessione asciutta che arriva dritta... porta a pensieri e nuove riflessioni in campi molto piu' grandi del nostro essere. Piaciuta moltissimo
...prima della luce, c'è sempre tanto buio... Bella e condivisa
Abbiamo perso l'età dell'oro e dei fasti antichi e le conoscenze e il sapere di una volta... quello che chiamiamo progresso, in realtà son o misere tecnologie, ma abbiamo perso la dignità dell'Uomo... molto profondi e belli i tuoi versi...









