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Riflessioni 6 febbraio 2009 · lettura 1 min · 2970 letture

Decadenza

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Memoria d'epoche nude, echi lontani dell'alba dei viventi; gioivano senza ansia d'antica Cibele, madre provvida senza menzogna. Noi, obesi e mosci, invochiamo splendide vesta a celare il gelo tenebroso che avvolge l'anima di malaticcia volutta.
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Progresso?

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (9)

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Cuccu Anna Maria6 febbraio 2009

Forse quello che noi definiamo progresso è in realtà un regresso. In fondo non siamo tanto diversi dai nostri antenati delle caverne. l'odio e la violenza divampano e vengono perpetrate azioni abominevoli. In questa era di sazietà corporale e piena di tecnologia regna il vuoto dello spirito e dei sentimenti. Apprezzata riflessione.

Poesia colta ed essenziale per esprimere con raffinatezza ed incisività un triste concetto sotto gli occhi di tutti e che dovrebbe far continuamente riflettere... Molto apprezzata!

Antonio Biancolillo6 febbraio 2009

Bella la riflessione che ci dona l'autore... dove sono i valori veri della vita... forse erano più sentiti nei tempi passati... ora fiacchi e obesi viviamo in questa tecnologia smisurata dove il nostro sentimento è diventato... informatico... Molto bella.

Anna Maria Obadon6 febbraio 2009

Cibele, divinità pagana, madre delle madri, usava metodi molto "forti" quando si sentiva in qualche modo tradita. Chissà se per i molli uomini di oggi potrebbero essere "validi " gli stessi sitemi? Mah! ...Piaciuta

Berta Biagini6 febbraio 2009

Più gli anni passano e più sembra di fare un salto nel vuoto - ci contorniamo di tutto eppure entro di noi vive il nulla.

Antonella Bonaffini6 febbraio 2009

Il nostro sentirci sempre più soli riposa nella perdita dei grandi valori... Versi intensi da leggere e rileggere. Apprezzatissima!

Veleno6 febbraio 2009

Riflessione asciutta che arriva dritta... porta a pensieri e nuove riflessioni in campi molto piu' grandi del nostro essere. Piaciuta moltissimo

Frammento6 febbraio 2009

...prima della luce, c'è sempre tanto buio... Bella e condivisa

Mirella Crapanzano6 febbraio 2009

Abbiamo perso l'età dell'oro e dei fasti antichi e le conoscenze e il sapere di una volta... quello che chiamiamo progresso, in realtà son o misere tecnologie, ma abbiamo perso la dignità dell'Uomo... molto profondi e belli i tuoi versi...