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Riflessioni 10 febbraio 2009 · lettura 1 min · 3569 letture

Canto antico

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Canto antico, umile carme geloso e stanco orfano di speme; lento elevare alle mute stelle tormenti e sogni, ironia della vita. Salmi senza tempo cercando oblio di viventi piovigginanti secoli; cuori rotti in lacrime cercano luce ignorando la morte.
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A volte vivere è farsi strada tra cascami di morte...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (11)

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Anna Maria Obadon10 febbraio 2009

E' doloroso e difficile andare avanti mentre ci sembra che tutto intorno stia morendo o meglio tutto lentamente muore. Ci si sente spiazzati e si trova spesso posto in un antico canto fatto di preghiera. Piaciuta molto.

O
Orma Detruria10 febbraio 2009

come tutto cambia aspetto quando si percepiscono o si toccano con mano i veri drammi dell'esistenza, allora si accantonano i falsi problemi e le futilità ordinarie, ci sentiamo diversi, forse non migliori, ma certamente meno inutili. bella ed essenziale,

Cuccu Anna Maria10 febbraio 2009

Cuori rotti in lacrime cercano Luce ignorando la morte. Poesia molto profonda e intensa. Tanto apprezzata.

Antonella Bonaffini10 febbraio 2009

Una di quelle da non commentare... semplicemente splendida!

Rasimaco10 febbraio 2009

da questi versi traspare tutto nella sua interezza il dramma di chi spesso deve vivere a contatto diretto di fatti che rendono deprimente il vivere... in mezzo ad eventi cui il solo pensare spesso ci rattrista profondamente...

Frammento10 febbraio 2009

...condivido pienamente queste parole tanto piene e tanto vere... Bella

P
Paolo Faccenda10 febbraio 2009

Il dolore personale e antico poiché da sempre è il dolore di tutti gli uomini di fronte alla morte. Bella, mi richiama il "Pianto antico" del Carducci.

Rosy Marchettini10 febbraio 2009

Versi che penetrano sottilmente sotto la pelle per arrivare a bruciare il cuore del lettore Splendida poesia, ma quanto dolore in questi versi, sono rimasta senza fiato a fine lettura... Bellissima nel suo dramma... amara verità e realtà piaciuta immensamente Applausi, Paolo, da questo Grande Teatro

Berta Biagini10 febbraio 2009

Versi molto toccanti che vivono il dramma nel dramma - con una chiusa che da sè potrebbe essere una poesia.

Antonio Biancolillo10 febbraio 2009

Tutto passa anche tra le mani della nostra compagna morte... non si può pensare a ricercare solo la luce dimenticando ...chi siamo... Percepire anche questa amicizia al nostro fianco, si riesce ad osservare con occhi diversi tuto quello che, annaspando, cerchiamo. Piaciuta tantissimo.

Un canto antico questo, che racchiude l'infinita preziosità di un animo sensibile e di un cuore nobile... Bellissima!