Aspirante barone
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (6)
Giusta e dura condanna verso gli arrivisti che si ergono a voler diventare baroni e fare carriera a qualunque costo e non fanno niente di utile per la società. Apprezzata.
Antica piaga della nostra sanità che sembra assolutamente incurabile. Mia madre mi parlava sempre di un medico condotto che con la sua valigetta raggiungeva le case più sperdute e non faceva distinzione di censo... forse era una favola! Forse. Piaciuta.
versi di ribellione ci accomunano nel distaccarsi da realtà individuali grette e spregiudicate, si perpetua il malcostume nella nostra epoca, un mare sociale dove nuotano molti squali senza scrupoli, oggi come ieri.
Versi che fanno male al cuore, se pensiamo a quei poveri malati che vengono trattati solo come numeri e non con quell'amore che spesso hanno bisogno. Quell'amore che sicuramente gli aiuterebbe anche a guarire molto molto prima. Così ho voluto commentarla.
...in realtà non fanno nulla di realmente utile per se stessi... Bella e condivisa
Perdo mio padre due anni fa perché praticando sedute di dialisi, qualcuno pensò bene, sentendolo lamentarsi per due ore consecutive (gli ospedali lo impressionavano ed era verissimo che lui si lamentasse) di non fargliele praticare in una sala dialitica comune. Viene attaccato, inizialmente a nostra insaputa, a macchine riservate a soggetti affetti da epatite. Le macchine erano sterilizzate, non avrebbe corso alcun pericolo. Muore di epatite fulminante in soli 15 giorni... ed ovviamente epatico non era. Aveva solo 55 anni.





