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Riflessioni 17 febbraio 2009 · lettura 1 min · 1706 letture

Chi vuole sia solo

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Gabriella Cantoni 233 poesie pubblicate
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Stimmate purulente queste piaghe di niente sulle mie mani aperte accoglienti l'inerte il nulla in echi di tonfi E sui miei occhi gonfi di sguardi inespressi Sugli strati spessi d'un fossile per cuore Nè urlo dolore che sgocciolo che colo come resina densa sul giorno che pensa "Chi vuole sia solo"
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L'autore
Gabriella Cantoni

Ho il cuore in tasca, cambiato in spiccioli e vado pagando debiti più vecchi di me Pesa la moneta, più della banconota Ironia delle cose! Il meno vuole un più largo contenente che non il più, al quale basta poco... forse niente...

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Commenti (3)

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F
Franca Canfora17 febbraio 2009

Quasi un grido in questa poesia, così intensa di dolore bruciante, è un'anima sola, ferma, che invoca aiuto. Una bella introspezione, molto apprezzata.

Antonella Bonaffini17 febbraio 2009

Queste mani aperte ad accogliere il nulla... versi sofferti, elegantemente... urlati. Molto, molto bella.

P
Paolo Faccenda17 febbraio 2009

La sofferenza espressa viene resa in modo anche più saliente dalle rime tut'altro che banali, ma di parole piene. Molto apprezzata.