Notturno invernale
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
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Inverno e insonnia, un connubio che rende triste e cupa l'anima. Totalmente condivisa... essendo una insonne cronica e un'anima ansiosa. Apprezzata.
Notti d'inverno divorate dai pensieri assediate dal freddo. Il buio protegge la sicurezza del proprio nido. La solitudine è una corazza contro le insidie che imperversano "fuori"
L'insonnia è una mia compagna di vita da troppo tempo ormai quindi sensazioni ampiamente condivise. Apprezzata la poesia.
Piaciutissima la prima e la terza strofa. Versi che rendono perfettamente l'idea, almeno per sentito dire, di quello che vuol dire insonnia – poiché personalmente non ho di questi problemi.
Agitati pensieri che sbattono e si dibattono come le imposte all'urlo del vento che incalza, lunga è la notte quando immersi nel buio non avvertiamo nessun segno di cedimento al meritato riposo...
L'anima che si agita tra tristezze e malinconie in versi decisi di calda riflessione... come l'imperversare del tempo... poesia elegante che sprigiona riflessioni. Piaciuta moltissimo.
Un buio che sembra destare e nel silenzio, invitar alla profonda riflessione... Apprezzatissima anche per l'eleganza dello stile.
...eppure il cielo annuncia primavera... Lascia che il tuo cuore la senta... Bella
Lasciarsi avvolgere dal buio della notte, sognando la luce. Quella luce, che a volte s'intravede e poi fievole scompare. Eppure c'è la consapevolezza nell'autore che dietro la trama fitta della notte, occhieggiano scintille.
...presto questo gelido inverno lascerà il posto alla primavera... e nel buio si accenderà una piccola luce molto bella piaciuta








