Padre
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (10)
il ricordo del Padre è ancora fresco nonostante siano passati un certo numero di anni, bello il rapporto di confidenzialità che ne emerge. Bravo, mi complimento.
Con il trascorrere degli anni, guardandomi allo specchio, vedo riflessi i miei occhi che, più passa il tempo, più sembrano quelli di mio padre. Un padre amatissimo che non si può dimenticare e con il quale si spera di poter riprendere un giorno il discorso forzatamente interrotto. Condivisa e piaciuta.
ci si stupisce come nel tempo immancabilmente ci si assomigli e non solo nei tratti somatici, con la maturità, tanta è la nostalgia di un amore così forte, questa scoperta di ritrovarsi così simili dà calore e orgoglio.
Ci sono legami che il tempo non può cancellare e che neanche la morte può travalicare. Dolore nostalgico e straziante, desiderio di riprendere un discorso e ritrovare nel proprio volto i cari tratti dell'amato Padre. Intensa e toccante. Tanto apprezzata.
In molti di noi vive e punge la nostalgia di quei discorsi incompleti con i nostri genitori. Un desiderio di riscatto ci accompagna per tutta la vita
Questi versi mi hanno strappato una lacrima di commozione tanto sono veri sentiti e belli il ricordo dei nostri cari rimarrà sempre con noi e i tuoi occhi un giorno s rispecchieranno nei suoi in un unico abbracco molto sentita molto condivisa molto apprezzata da conservare perché questi sono gli affetti che non muoiono mai sono le nostre radici
Commentare un gioiello di poesia, non si può. E' così bella che va letta, riletta e riletta... Bravo, come sempre e sempre di più!
Versi dolcissimi e veri quelli che hai scritto... L'ultima volta che sono stata in Sicilia, mi trovavo a Taormina ed è accaduto qualcosa che non mi aspettavo. Un uomo mi guardava in un locale ed ho visto che piangeva... Più mi guardava, più piangeva. Si è avvicinato al tavolo dov'ero seduta e mi ha chiesto quale fosse il mio cognome e come si chiamava il mio papà.Mio padre è mancato da poco e si trovava a Roma... Quell'uomo nel mio volto per un momento lo ha rivisto. Io sono praticamente... il suo identico ritratto. Dio chiamandoli a sè un dono grande ci ha lasciato. Una parte di loro vive e continuerà a viver sempre in Noi. Mi hai commosso.
Commozione, comprensione e condivisione hanno donato questi versi – quegli occhi ogni giorno sono sempre lì vicino a noi quasi a ricordarci che presto potranno rivivere quella felicità abbandonata da tempo, non ci resta che attendere questo istante. Molto molto bella.
bellissimo dialogo con la persona cara di cui non è mai sfumato il ricordo... ed ora c'é il confronto, é l'ora dell'accostamento comparativo... or che gli anni hanno fatto il loro lavoro... stupenda e colma di pathos







