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Donne 7 marzo 2009 · lettura 1 min · 8533 letture

Verso la morte

Elisabetta Randazzo 763 poesie pubblicate
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Mani nude scorticate in una speranza logorata e inaridita Il dolore di essere perseguitata con il piombo che preme il cuore mentre la voce squarcia Rinchiuse come bestie selvagge vedevano allontanare il sangue caldo dei loro figli smarriti Che più veder ci resta? Mentre scaviamo le tombe nella terra senza capelli e senza un nome mentre indossiamo l'abito... della morte Sofferenza saresti tu... la legge di questo mondo?
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L'autore
Elisabetta Randazzo

Mi chiamo Elisabetta Randazzo e vivo in Sicilia, a Bagheria. Da piccola amavo stare in compagnia di mio nonno, Antonio Landolina, amavo stare con lui perché tra le altre cose era anche un Cantastorie e m’incantavo ad ascoltarlo. Non credevo di poter scrivere, in quel tempo… ma con il passare degli anni sentivo cresce

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Commenti (10)

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Paolo Ursaia7 marzo 2009

Potente e drammatica, fortemente evocativa. Lirica vera, che colpisce, sconvolge. Molto piaciuta

V
Vera Bianchini7 marzo 2009

Eh sì, sembra proprio che sia la sofferenza la legge di questo mondo. Molto apprezzata per la sua forza espressiva.

G
Gabriella Caruso7 marzo 2009

tutto lì'orrore della guerra espresso in questi meravigliosi versi. L'interrogativo finale apre una voragine che purtroppo è realtà Molto piaciuta

Veleno7 marzo 2009

Ogni verso è una immagine senza colore... poiché senza colore erano coloro che affrontavano un destino cosi' atroce che la vita gli aveva assegnato... che gli uomini gli avevano assegnato. Intensa poesia dove è possibile ripercorrere il loro cammino. Forte e evocativa di forte brivido. Piaciuta moltissimo

mp47pasquino7 marzo 2009

Opera pregna di consapevole acredine, l'autrice sente struggenti ombre che sovrastano questo giorno di festa "8 Maggio" in una dedica così ampiamente condivisa, colpisce la capacità di questa autrice che è solita inserire tra la sua creatività vere foto poetiche di argomenti e vicende tragiche con grande spessore umano e sensibilità femminile oltre che abilità e pregio... in questa si sente il dolore ma anche la grande voglia di esplodere con forza per far uscire dalla condizione di Donna maltrattata e calpestata, con la celebrazione e la dedica di questo speciale "Festa della Donna 2009" grazie

Cuccu Anna Maria7 marzo 2009

Madri, mogli, fanciulle innocenti imprigionate in luridi lagher hanno visto morire i loro cari soffrendo atrocemente. Stupenda dedica a queste donne e al loro grande coraggio provato in tanta sofferenza mortale. Stupenda.

F
Franca Canfora7 marzo 2009

Madri che hanno avuto doplore nel dolore, nell'essere perseguitate, e nel veder morire i propri figli. Vibrante e forte, è poesia per non dimenticare anche quelle madri, anche quelle donne.

Rasimaco7 marzo 2009

versi che come una mazza s'abbattono sulle coscienze... nella sua consueta eleganza la poetessa crea immagini che straripano pathos. molto apprezzata

O
Orma Detruria8 marzo 2009

...la necessità di proporre con questi versi non l'ovvietà ma la luce dettata dalla coscienza, questo fa veramente onore alla donna.

Un interrogativo nella chiusa che dovrebbe pesare come un macigno sulle coscienze di chi, della violenza e degli abusi sulle donne e i più deboli, fa scettro di potere e vittoria sul mondo... Solo così, come con questi versi di forte denuncia e di grande impatto, taglienti come lame arroventate, il buio e il silenzioso piombo che incombe sulle tombe della memoria, si può celebrare la giornata dedicata alla donna. Molto, molto apprezzata!