Un ciuffo di mimose
Schegge di tempo invadono il ricordo
di quelle nostre estati
quando, nel giorno, il vapore dei campi
alzava soffitti di cielo e,
la sera, la mia stanza
si riempiva di tramonti.
Il nostro giovane stringerci
era incerto gioco di tenere braccia.
Incarnavamo inesplorate speranze,
l'aspettativa del tempo,
l'inconsapevolezza dell'effimero.
Come arido campo che pioggia riconosca
vivevo la tua gioia con gesti apprensivi
giocati contro corse di nuvole
sbrecciate dal soffio del vento.
Sofferto questo ritorno ora che lo sguardo
più non riconosce né gli aperti sentieri
dove avevamo piantato gli alberi della speranza,
nè il paesaggio dei nuovi tetti che s'apre in basso
e muta di colore con il variare
del giorno ed il calare della luce.
Stringo nel pugno un ciuffo di mimose,
consapevole, sofferto rimpianto
per quella nostra sprecata giovinezza,
per quel nostro esserci persi là
dove tregua non concede
la logorante lotta contro questi mediocri giorni
spesi dove, di lontano,
s'alza ossessivo il dissonante grido della città
che disfa ogni mio sogno
nel sole del tramonto
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L'autore
Aledam
Ho volutamente cancellato precedenti notizie che non giudico più essenziali e che derivavano dal fatto che, sul Web, compaiono Aledam che non son io. Il mio ALEDAM non è che un acronimo tra il mio nome e cognome: ....ale Dam... Sono un milanese ora trapiantato a Monza Scrivo da sempre.
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