Spasmi
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
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Attimi di grande intensità in cui riflettiamo sulla vita e ci chiediamo chi siamo e dove stiamo andando e non sappiamo cosa dobbiamo fare. Grandi attimi di smarrimento e incertezza. Profonda, intensa e incisiva. Molto apprezzata.
L'eterna lotta tra pensiero e cuore ci troverà allo stesso modo vincitori e vinti sia che si agisca o che ci si astenga dall'agire. Agirà per noi il destino e noi ci adegueremo cogliendo la bellezza di ciò che la vita ci ha avrà voluto regalare sia facendoci esporre direttamente in prima persona sia facendosi guardare da un oblò. In ogni situazione ci spettano attimi di felicità dobbiamo saperli cogliere. Anche l'emozione di una mano che trema è una realtà che dobbiamo gustare noi che viviamo.
Sono attimi molto veri descritti bene e rendono l'idea molto piaciuta guardare la vita dall'oblò di una nave riflettere e domandarsi cosa aspetti? sono versi che possono avere tanti spunti di riflessione originale e bella bella
E quella mano che tiene la vita nel palmo, non sa se domani le pungerà la pelle o gliel'accarezzerà...ma la tiene forte ed è bene così...Bellissimo l'attimo di precarietà e d'eterno, descritto dall'autore
Un oblò,una nave e questa vita che sembri poter tener stretta tra le mani... Cosa aspetti? Un carpe diem che si ripete ancora... Splendida Paolo.
...me ne sono capitati forse due e molto probabilmente li ho sprecati... Sentita
noi umani quante domande ci poniamo quando il nostro animo è aspro e non trova la rotta bella
Particolari e suggestivi versi che aprono la strada a diverse interpretazioni.
Cosa aspetti? E invece di sentire il cuore diamo retta alla mente... e tutto svanisce nei possibili altri spasmi del cuore... Ma a volte lecondizioni che circondano fanno sentire la loro presenza. Piaciuta e apprezzata nei versi.
Nella presente lirica, pregevole per l'eleganza dello stile, l'autore dopo aver pargonato la sua vita ad una nave e la sua anima ad un oblò, dal quale guarda lo scorrere dei giorni, tristi o felici che siano, amari o gioiosi, sente dal cuore proferire una voce che gli chiede:"cosa aspetti?". Una domanda che può avere diverse interpretazioni ma che, comunqe, sta lì probabilmente, a voler dare una scossa ad una vita bisgnosa di nuovi giorni, di una nuova veste... Molto bella!









