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Ribellione 22 marzo 2009 · lettura 1 min · 2881 letture

Rivoluzionari firmati

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Eccovi, eroi del distinguo rivoluzionari nei salotti paterni; schiavi consapevoli d'un millantato sentire, confondete libertà con capriccio e v'adombrate a veder la realtà turbare ipocriti sogni. Tutto v'è relativo nel mondo di verità ad orologeria, rivelate quando è comodo negate se vi son dure; tiepidi egoisti, alla prova di tutto timorati fuorché di Dio.
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Rivoluzionari coi soldi di papà, pronti a vendersi per una ciotola di lenticchie... pronti a sfruttare il peggio della società che, a parole, criticano... di cui sfruttano tutti i lati oscuri

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (10)

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P
Paolo Faccenda22 marzo 2009

Condivido pienamente la nota a margine della poesia, apprezzando la poesia e lo spirito con cui l'autore l'ha scritta, con il quale mi sento partecipe.

Cuccu Anna Maria22 marzo 2009

Purtroppo ci sono figli di papà che pensano di fare i rivoluzionari senza sapere neanche cosa sia la vera rivoluzione, quella per ottenere diritti giusti e per conquistare le libertà essenziali degli uomini o di una Nazione. Questa è la vera Rivoluzione. Giusta ribellione. Tanto apprezzata.

Giulia Aurora22 marzo 2009

verante bella e realte ma anche triste quets realtà sotto gli occhi di tutti

L
Lorenzo Crocetti22 marzo 2009

Bella poesia di rimproverante afflato sociale, che mette davanti alle loro responsabilità i falsi profeti di una socialità da salotto. Mi meraviglio solo che l'autore, che mi sembra di notevole livello, abbia bisogno di infarcire il suo apprezzabile elaborato facendolo accompagnare da una musica così invadente (almeno per me, che quando voglio ascoltae la musica l'ascolto di per sè, da sola). La poesia, specie quella "meditativa", dovrebbe star da sola. Arrivo a dire che la musica potrebbe magari essere apposta ai miei leggeri canti. Ma io non ce la metto. Mi scusi l'autore per questo finale che, se l'ho apposto, vuole anche dire che la sua poesia l'ho molto apprezzata

Antonella Bonaffini22 marzo 2009

Ovviamente ogni parola sembra esser urlata... Sicuramente chi scrive da questo teatrino assurdo che ci mette dinanzi situazioni di questo tipo si dissocia. Apprezzatissima per l'eleganza che contraddistingue sempre la forma ed il contenuto.

Berta Biagini22 marzo 2009

E' proprio così oggi – ogni spunto è buono per scendere in piazza, credendo che alzando la voce si possa ottenere qualsiasi cosa anche a scapito di vite umane che spesso vediamo portar via ferite od altro. Un tema molto molto sentito e reale.

Danielinagranata22 marzo 2009

Mi trovo perfettamente d'accordo con Paolo in ogni verso e in ogni nota poesia molto condivisa e apprezzata purtroppo sempre attuale e reale ai nostri occhi un autore di grande sensibilità e umanità e lo dimostra ogni giorno sul lavoro e in questo sito

Frammento22 marzo 2009

...eheh, sorrido, ma non condivido pienamente... E' già molto che facciano... l'abito non fa il monaco...

Antonio Biancolillo22 marzo 2009

...quelli che non scendono mai in piazza e che a capo chino continuano la propria avventura rivoluzionaria fatta di parole ed esempi di giustizia... Sono questi i veri rivoluzionari... Piaciuta e condivisa questa ribellione.

Rasimaco22 marzo 2009

il mondo, anche se nei nostri ricordi del passato ci é apparso sempre migliore dell'attuale, é sempre stato uguale a se stesso... e questo mondo lo facciamo purtroppo noi o contribuiamo noi... e dico purtroppo perché noi uomini siamo gli artefici ... io condivido pienamente il pensiero espresso, ma battiamoci a che questo mondo migliori e facciamolo anche con il nostro apporto in parola...