90 lettori online · 355.928 poesie · 7.971 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Pagina personale paoloursaia.clubscrivere.it — spazio del socio sostenitore
Home Poesie Sociale
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Paolo Ursaia
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Sociale 28 marzo 2009 · lettura 1 min · 4856 letture

Forse

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
+ Segui
E' mia colpa, fossi migliore urla e botte non sentirei; fossi grande e forte fermerei la tua mano, snaturato genitore che mi violenti l'anima; e se fossi un gran mago, ti salverei, o madre. Ma niente posso, e crescerò malato, come te, o padre.
♥ 0 💬 13
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

La violenza familiare... terribile, anche per gli effetti sui bambini, che possono divenire gli uomini violenti di domani...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

Tutte le opere →

Commenti (12)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Danielinagranata28 marzo 2009

Questo tema di grande attualità fà male al cuore ho rimarcato più volte spesso con parole anche molto dure a chi pratica la violenza sui bambini sulle donne sugli animali Ripeto troppa indifferenza troppi occhi che non vogliono vedere pene troppo blande poesia che fà riflettere questa è la triste realtà da conservare nella sua verità

Cuccu Anna Maria28 marzo 2009

Bambini che crescono in famiglie dove regna la violenza possono a loro volta diventare violenti scaricando tutta l'amarezza verso la loro futura diventando a loro volta padri violenti. Poesia profonda che induce a riflessione. Tanto apprezzata.

Giulia Aurora28 marzo 2009

qunto è vera questa poesia fatta denuncia veramente apprezzata

Anna Maria Obadon28 marzo 2009

La violenza è da condannare in qualsiasi contesto si manifesta, soprattutto nell'ambito della famiglia dove dovrebbe essere coltivato soltanto amore. Piaciuta

O
Orma Detruria28 marzo 2009

oggi forse è più facile di ieri denunciare, ma ciò non toglie o alleggerisce la violenza quella che interrompe i sogni e apre traumi perpetui, angosce destinate a mortificare l'amore, ad annientare l'anima nel buio della follia.

Berta Biagini28 marzo 2009

Come pietra cadono su di noi questi versi che fanno molto molto male – se ne parla tanto, ma ancora poco è servito – impossibile entrare dentro tutte quelle quattro mura per alleviare le sofferenze.

Veleno28 marzo 2009

Di grande intensita'versi veritieri e portatori di immagini tristi che costellano la nostra esistenza, maturando animi inqueti e dolorosi. Elegante e riflessiva. Piaciuta moltissimo

Antonella Bonaffini28 marzo 2009

Con versi essenziali, diretti, di alto spessore, l'autore affronta un tema doloroso, triste ma sin troppo attuale... Profonda, sentita, apprezzata moltissimo.

Angela28 marzo 2009

Terribili conclusioni nel cuore di un bambino verità dolorose che dovremmo cercare di avitare ad ogni costo per proteggere l'infanzia. grande sensibilità in questi versi amari che constatano l'incapacità e l'impotenza di tutti noi di fronte a questo gravissimo problema

Carlo Fracassi28 marzo 2009

Un terribile schema di violenza che, malauguratamente, si trasmette e perpetua di padre in figlio anche se, fortunatamente, esistono molte eccezioni alla regola.

Frammento28 marzo 2009

...è il rapporto tra il piccolo e l'adulto a determinare una crescita forte, debole o patologica... Condivido ogni parola...

Rasimaco28 marzo 2009

intensa e forte, uno squarcio in una parete di un'anonima stanza che racchiude il consumarsi di un dramma che purtroppo ai giorni d'oggi ancora si verifica... e tutto ciò l'autore lo racconta visto dagli occhi di un bambino... stupenda