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Introspezione 4 aprile 2009 · lettura 2 min · 5809 letture

Lettera dall'Africa - Zaire

Ausilia Giordano 686 poesie pubblicate
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E' il mio uomo che mi scrive dallo Zaire: -Perdonami, mia amata, presso di te non potevo più restare. In questa desolata terra arroventata dai raggi infuocati del sole, tra stenti infiniti e utopiche speranze la vita sfugge all'esistenza. Sotto gli occhi miei sconvolti e stupiti la morte irruente invade e rapisce l'ultimo alito di vita. Tremante e da crudeli morbi travagliata, sconfitta la gente agonizza e muore. Che cos'è il presente in questa terra in cui crudelmente radicate son le sofferenze? Speravo di non dover averne nostalgia. Colore non ha questo suolo duramente inaridito ma di un sol colore è la bandiera: bianco come la resa dei vinti e come il desio di un gesto d'amore. Qui la sofferenza insegna ad affinare il cuore, a raccogliere i frammenti della sua dolorosa sporogonia ogni qualvolta sulla vita la morte canti vittoria e a doverlo ricomporre nei suoi tasselli per riprendere con maggior energia a lottare. Qui, in questo campo- ospedale, mentre con tutto il mio essere non smetto di sperare nel buon esito delle cure, guardo all'angusto presente di queste vite. Mentre aspetto che la brezza della sera sostenga i sofferenti nel riposo, ti chiedo di sostenere il mio grido per chi non ha più voce e stenta perfino a respirare. Siimi accanto in questa mia preghiera affinché la Divina Provvidenza copiosa si affretti ad arrivare.-
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Ausilia Giordano
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Commenti (5)

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Antonella Bonaffini4 aprile 2009

Una poesia che mi ha dato i brividi...è bellissima.

Cuccu Anna Maria4 aprile 2009

Una poesia struggente e commovente. Là in Africa dove i bambini muoiono di fame il presente è angoscioso, così come lo è stato il passato e lo sarà il futuro. Non può esservi nostalgia in cotanta angoscia. Stupenda nella sua immensa tristezza.

V
Vera Bianchini5 aprile 2009

Hai svolto con forza dolore e amore il tema che sento di più in questo egoistico mondo del benessere. E sembra che Dio abbia abbandonato proprio le creature più innocenti.

mp47pasquino6 aprile 2009

Sembra il testamento di chi è sull'orlo della speranza, pensare o solo immaginare questo strazio doloroso e sentirlo condiviso sotto questo cielo, non posso pensare che Dio permetta queste cose, che un credo si basi sull'ambiguità interpretativa di coloro che che credono di professare l'amore Divino, mi domando da padre, quindi piccolo creatore, chi mai mi potrà comprendere se ai miei figli mettessi trappole arcane, subdole cattiverie inventandomi un diavolo a misura e poi torturarli solo perché stanno al mondo... Non è giusto ne per gli umani ne per un Dio creatore, troppe atrocità lasciate con crudeltà in mano di poche persone volenterose a discapito della loro stessa vita... Grazie per questa poesia denuncia, che ci hai donato.

Selva11 aprile 2009

la tristezza mi invade e sono pienamente d'accordo con vera bella