Terremoto in Abruzzo
Guardo le loro bare chiare
accostate agli scuri filari di alberi
cui, nell'estate, più non chiederanno ombra.
Il silenzio è rotto dai gemiti
del pianto di ostinate madri che chiamano
figli che non risponderanno.
Refoli di vento disperdono nell'aria
la polvere alzata da chi scava
per i cani che annusano cercando
la morte che uccide la speranza.
Il dolore è schianto che non si attenua
e che ogni nuovo morto rinnova
nell'eco delle sue ultime parole,
dell'ultime speranze, nei colori accesi
di una casa disegnata da un bimbo
e rimasta appesa, intatta,
ad una parete ancora non caduta.
Non insistete nel tentare di svegliare
i vostri morti. Cessate di chiamarli.
Dormono. Non possono sentirvi.
Mai più vi sentiranno
©
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L'autore
Aledam
Ho volutamente cancellato precedenti notizie che non giudico più essenziali e che derivavano dal fatto che, sul Web, compaiono Aledam che non son io. Il mio ALEDAM non è che un acronimo tra il mio nome e cognome: ....ale Dam... Sono un milanese ora trapiantato a Monza Scrivo da sempre.
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