Dimmi, Dio mio
Ausilia Giordano
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Ascolta, Immenso Dio:
un fragore di minaccioso vento
dirompe nell'aria: trema la terra
d'Abruzzo e scuotendosi
crea violenti urti tra le parti in gioco.
Sobbalza la crosta con impeto.
In miserevoli frantumi
crollano le città sotto i colpi
della veemenza sismica.
Infausta notte nelle tenebre obliata.
Osserva: virulenta la morte
insorge con affilata lama
a ridefinire il corso della vita.
Dimmi, Dio mio:
quali voci di madri risponderanno
alle struggenti grida
dei figli nel dolore?
Quali figli, amici, sposi e fratelli
si mostreranno ancora in vita
ai richiami infiniti di chi li ama!
Voci silenti in corpi inermi
sotto dure coltri di macerie.
Provvedi, mio Signore:
rendi limpida la mente,
vigorose e prudenti le braccia,
e leggeri i passi di chi scava.
Rafforza negli uomini
la carità nell'impegno.
Dona attento sguardo,
pietà e speranza di salvare.
©
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L'autore
Ausilia Giordano
Commenti (1)
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Antonella Bonaffini8 aprile 2009
Versi ben strutturati, una preghiera intima sussurrata dal cuore... Piacevolmente letta e molto apprezzata.

