Ridestare la primavera
Ausilia Giordano
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In questa parte del giardino
dove a tratti giunge il sole,
nell'invernal coltre avviluppati
intorpiditi dalla brina
sono ancora molti fiori.
Con la magia del mio cuore
apro l'ermetizzata Primavera:
tendo le mie mani verso il sole,
i suoi luminosi caldi raggi
colgo a mille e li concedo
a ridestar la Primavera e la vita
sulle gemme infreddolite
delle piante trepidanti,
sulle rose e le camelie
ancora in boccio e tremanti
e sui biancospini assopiti.
Al vellutato tocco
del calor del sole
e delle tenere carezze
delle mani mie
sboccian tutti i fiori:
si destan le viole timidine
e le vivaci pratoline
ricoperte di rugiada.
Mi sorridon le giunchiglie
e scherzando fan l'inchino
alle fresie e alle buganvillee.
Al magico mio cenno
prendono a danzare
il fiordaliso e il rosmarino.
Invito qui i cardellini
con i passeri e i fringuelli
ed il pettirosso con il merlo
con le ricche proli
ad allietar col loro canto
la vita del giardino.
La cinciallegra col suo sposo
ora giunge coi fili d'erba
e di fieno per il nido.
Le farfalle variopinte
numerose ho invitato
a corteggiare in allegria
tutti i fiori
e lo zefiro gentile ho impegnato
a volteggiare tra le erbette
ondeggianti.
Con grazia apro le mie mani
e con gesti delicati
invito qui tutti i bambini
a rincorrersi e giocare a rotolarsi
in mezzo ai festosi prati.
Alle care pietre chiedo
in cortesia di spostarsi
perché i piccoli
non inciampino nei sassi.
©
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L'autore
Ausilia Giordano
Commenti (1)
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Cuccu Anna Maria11 aprile 2009
Poesia molto primaverile e tenera anche per il pensiero rivolto ai bambini. Molto apprezzata.

