Me ne chiederai conto
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (11)
Sì, certi dolori restano dentro e non vanno più via. Una ferita eterna che consuma il cuore e lacera l'anima. Intensa e toccante. Stupenda nella sua tristezza.
l'uomo quante domande fa a Dio ed a se stesso moltio bella
Anche oggi versi che arrivano, come una spada. Il lato doloroso inizialmente mi era sfuggito ma il dolore si palesa nell'utilizzo di una parola... La sensazione è quella che adesso chi ci manca non possa più veder la luce... ma mi auguro di aver dato un'interpretazione errata a questi versi. Il cuore purtroppo mi rende dubbiosa... apprezzatissima.
I dolori emergono prepotentemente nei giorni di festa, ci si pongono mille domande alle quali non si rispondere. Tristezza per una creatura meravigliosa che è passata tropo in fretta lasciando un caldo rimpianto. Poesia apprezzata nella sua struggente malinconia.
Particolarmente colpito chi si chiede ogni giorno "come può essere accaduto?"Versi che mi arrivano dritti dritti al cuore... e chissà chi dovrà render conto... Bello questo discuter con Dio senza alterigia né troppa umiltà.
triste e dolce .misurata nell'esprimere un sentimento che deve essere di profondo dolore. in ogni caso la risposta è demandata a Chi è sopra noi. Molto sentita, molto.
...ho smesso da tempo di chiedere spiegazioni al cielo... non arrivano le risposte, quindi va bene così... Sentita
Qualcosa prende lo stomaco ad iniziare dai primi versi "uccellino curioso..." tristezza e rimpianto fanno venire i brividi.
La sofferenza che non dà tregua... quelle morti assurde ed innaturali. Il dolore, in questi versi, che, tuttavia, restano misurati ed eleganti. Chi non ha provato, difficilmente può capire.
Francamento non riesco a capire certi commenti, proprio io che sono uno che ha sempre sparato le cose in faccia, talvolta sbagliando, ma con assoluta onestà di pensiero. Così non ho gradito molte poesie sul terremoto che ho letto (poi ho smesso, parendomi che in certi casi, dove l'ars poetica latitava, che si profittasse del dolore altrui solo per mettere in mostra le proprie (scarse) capacità poetiche. Non faccio invece alcun mistero, proprio alcuno, a definire questa poesia talmente sofferta e struggente, che, nel leggerla, mi sono commosso. Davvero! Vorrei dire di più, questa è un'autentica, sincera, verace preghiera, e sono certo che in Alto è sicuramente più gradita ed accolta di tanti distratti biascichii che arrivano a frotte.
versi forti per una istanza che s'alza verso un cielo che a volte mi chiedo se sia distratto... la poesia é veramente bella e mi fa pensare...







