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Morte 18 aprile 2009 · lettura 1 min · 4937 letture

Morte nella notte

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Occhi azzurri carichi d'anni e di memorie, nel solitario fondo d'un letto straniero a passar l'ultimo tempo, martoriato corpo che nulla pretende se non di cessare. La vita non v'è più se non nello sguardo, che supplice chiede: lasciami andare... Ti stringo la mano, e nel soffio d'un ultimo fiato voli via dal dolore, per tornar quella fanciulla di cui restano sorridenti e vivaci occhi chiari d'antica bambina.
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Vola via... non ritarderò inutilmente il tuo cammino...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (12)

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L
Lorenzo Crocetti18 aprile 2009

Poesia di un medico, come so che è l'autore. Dolore, pietà, condivisione ed affetto si fondono in questa poesia con mirabile sintesi. E non c'è altro da dire.

Antonella Bonaffini18 aprile 2009

Versi che mi hanno toccato il cuore. Tu sai che io conosco sin troppo bene quella benedetta sensazione. Non credo possano servire parole. ab

Frammento18 aprile 2009

...una sofferenza delicata... Si, è inutile negare quell'ultimo passo a chi è giunto al termine... Bella e sentita

Anna Maria Obadon18 aprile 2009

Quando gli anni e la malattia si impossessano del corpo di chi amiamo trasformandolo e distruggendolo lentamente in noi resta l'emozione degli occhi chiari e limpidi della fanciulla che è stata. Nessun accanimento... si lascia che la sua anima possa andarsene in pace. Addolorati e consapevoli che non la dimenticheremo mai. Composizione di grandissimo impatto emotivo mai tanto condivisa e compresa.

Berta Biagini18 aprile 2009

Un nuovo colpo nel leggere questi versi che prende l'anima – un desiderio che profuma solo di sofferenza cercando di cancellare quello che accanitamente ha preso il suo spazio – come non esser vicino in questo triste momento.

Angela18 aprile 2009

Amare e rispettare la vita significa anche accettare il giusto confine quando avviene l'incontro inevitabile con la morte ed evitare intromissioni e manipolazioni che possano alterare questo equilibrio di cui noi non conosciamo la portata

M
Mau035818 aprile 2009

profonda malinconia e tristezza che, però,un raggio di sole un poco mitiga alla fine pensando a quegli occhi chiari... sentita nella sua sicerità e molto apprezzata

Danielinagranata18 aprile 2009

Non ci sono molte parole da aggiungere a questi versi per me così ancora sentiti sulla mia pelle è straziante vedere una persona cara mentre se ne stà andando e però egoistico volerla tenere legata a se e quindi voli via dal dolore e così sia versi di forte impatto emotivo arrivano e commuovono

Veleno18 aprile 2009

Versi di grande emozione... calda nel pensiero, triste nel contenuto... splendida. Accorata malinconia accompagnata da una infinita tristezza che da luce all'anima. Apprezzata moltissimo

Carlo Fracassi18 aprile 2009

Sia dal punto di vista estetico, sia contenutistico, trovo questa lirica di grande valore e significazione. Apprezzata moltissimo!

L
Libera Mastropaolo18 aprile 2009

Paolo, ogni tua poesia è una bellissima preghiera, un pezzo di umanità e di interiorità che esplode in tutta la sua profondità. Splendida!

Rasimaco18 aprile 2009

condivido pienamente il pensiero di Lorenzo... quando l'essere medici significa passione, missione, amore... perché questo é amore, amore per il proprio fratello o sorella che soffre... e tutto ciò l'autore lo ha messo in versi che rendono sublime la poesia e lui grande interprete dell'amore universale.