63 lettori online · 355.923 poesie · 7.971 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Pagina personale paoloursaia.clubscrivere.it — spazio del socio sostenitore
Home Poesie Sociale
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Paolo Ursaia
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Sociale 20 aprile 2009 · lettura 1 min · 5057 letture

Sdegno!

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
+ Segui
Risuonano mille monili d'oro mentre agiti vestiti firmati e ti fanno ala cento cortigiani strillando a gara insopportabile sdegno: ben dieci fiori pregiati morirono nel tuo giardino, colpa di quella pioggia imprevista e traditrice! Reclami a gran voce popolare mobilitazione a punir l'autorità colpevole di tanto errore; un povero giardiniere t'osserva e non ti vede, preso a ragionar come arrivare a fine mese...
♥ 0 💬 11
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

...e se recuperassimo un'unità di misura umana...?

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

Tutte le opere →

Commenti (11)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Azar Rudif20 aprile 2009

l'umano ha una sola misura, quella del suo egoismo con la caratteristica di tendere ad un unico limite: la sua distruziione

Antonella Bonaffini20 aprile 2009

Che dire? Che si recuperi una misura umana ormai sembra solo utopia. Continuar a sperare è l'unica possibilità che abbiamo unitamente a quella di far sentire sempre la nostra voce. Versi diretti, le cui parole sembrano esser lanciate con una fionda... Profondamente bella!

Anna Maria Obadon20 aprile 2009

L'egocentrismo è uno dei " sentimenti" più radicati. Mia nonna diceva sempre, nella sua semplicità, che: " la pancia piena non si è mai interessata delle sofferenze di quella vuota! ". E' semplicemente così chi gode di grandi privilegi fa una dramma anche se le si spezza un'unghia. La condivisione vive nel nostro intimo e dovremmo rassegnarci di metterla dentro il cassonetto delle cose in disuso. Condivisa e piaciuta.

Danielinagranata20 aprile 2009

Parole sante versi diretti asciutti senza tanti fronzoli ne avrei da dire su questi versi specie in un momento difficile come quello che stiamo vivendo c'è troppa differenza tra chi ostenta ricchezza e il povero giardiniere o la classe operaia è proprio un'ingiustizia versi condivisi in tutto ovviamente da conservare e da rileggere e meditare

Marco La Rosa20 aprile 2009

Poesia pregevolmente ben scritta e strutturata. Apprezzata per la ricerca ed il contenuto. Espressione di una speranza, forse, difficile da realizzare.

Berta Biagini20 aprile 2009

Indignazione, disgusto per chi in mezzo ai tutti i suoi averi riesce a moltiplicare le sue pene senza guardarsi attorno – ove là, c'è veramente miseria e sofferenza – purtroppo in simili frangenti molti hanno il paraocchi.

Fippo220 aprile 2009

spesso chi troppo ha... non si rende conto della piccolezza dei suoi problemi... si facciamo tutti un passo indietro.

Veleno20 aprile 2009

Profondamente bella... una ribellione della quale ci avvaliamo magari senza esito... ma indice di libertà e pensiero... e finche' avremo voce andrà gridata. Bei versi armonici e d'impatto e condivisi. Piaciuta moltissimo

Frammento20 aprile 2009

...sorrido... Belle immagini e bello il significato di queste tue parole... Sentita

Carlo Fracassi20 aprile 2009

...e già c'è certa gente che s'atteggia proprio in questo modo, c'è qualcuno che disprezza, giustamente si sdegna, ai miei occhi personaggi del genere fanno una gran pena. Nella mia vita ne ho conosciuti molti, compiangendoli per la loro vacuità e miseria di spirito. Naturalmente versi pienamente apprezzati e condivisi.

Rasimaco20 aprile 2009

giuste le parole di Azar a commento di questi splendidi versi... quanti tromboni e quante trombe gonfie dovremo ancora sopportare... e non mi riferisco alle poltrone...!