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Dialettali 23 aprile 2009 · lettura 1 min · 2210 letture

Er gatto rosa

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Gabriella Cantoni 233 poesie pubblicate
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Tra li ricordi nostri ho ritrovato la statua d'en gatto acciambellato de quelle che cambieno i colori e risentono der tempo che c'è fori Me la ponesti dorcemente in mano dicennome"Nun è de gran valore ma der futuro nostro cià er colore" Era azzura come un ciel sereno! Ma er tempo se sa cambia bandiera Er gatto doppo se fece tutto rosa Finì pe' noi 'na lunga primmavera che se n'annò così com'era esplosa Eh sì, perché j'abbasta un po'd' ummidità e er micio se fa d'un rosa delicato come capita adesso guarda qua! Mocio mocio triste e fracicato pe' 'na botta d'acuta nostargia... Er sole è avaro co' la vita mia Er gatto puro è stato sfortunato ché a restà rosa sciarbo è destinato
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L'autore
Gabriella Cantoni

Ho il cuore in tasca, cambiato in spiccioli e vado pagando debiti più vecchi di me Pesa la moneta, più della banconota Ironia delle cose! Il meno vuole un più largo contenente che non il più, al quale basta poco... forse niente...

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Commenti (6)

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Anna Maria Obadon23 aprile 2009

L'amore azzurro e grande si è appannato e così al povero gatto non è rimasto che cambiare di colore. Il vernacolo dona ai versi un'incisività unica. Apprezzata non molto, de' più!

M
Mau035823 aprile 2009

Arguzia. Bravura. fantasia. Piaciuta moltissimo e moltissimo apprezzata.

Paolo Eroli23 aprile 2009

se sa la vita... e' come n'occasione ...po' esse azzurro... po'esse rosa... ma nte' scorda'na cosa... quanno te sveji e non guardi nnamorata... rispetta sempre la legge der ...tajone... che... non c'iaccezza... ma che soddisfazione!...la tua poesia ha un grande, pregio oltre che essere bella, ha un'arguzia e una profondita' che pochi poeti hanno!"! Ce credi?...proprio bbbbella!

Mario Bugli23 aprile 2009

L'ho letta con gran piacere... molto ben scritta e simpaticamente acuta... la vorrei sentir recitare dal grande Aldo Fabrizi... sarebbe un successo!

L
Lorenzo Crocetti23 aprile 2009

Ridente, ma non troppo... poesia, attenuata non poco da un evidente sconforto che pur l'autrice riesce, o almeno tenta, di nascondere dietro un'irridente ironia. Ed io mii godo egualmente questa poesia, anche se, essendo io, come tutti oramai sanno, il più insuperabile esperto conoscitore della rima che c'è al mondo (ma perché devo essere sempre così modesto, umile e riservato) noto che non sempre c'è la rimazione dovuta. La cosa però non sciupa affatto il piacere della lettura di questo canto, che sa ben nascondere, sotto il sardonico soffio, la cenere di un rimpianto. Ma non potrò ben dire ancora che io sono davvero acuto! E non fugga la modestia! Avverto che tutti sono d'accordo. O mi sbaglio?

F
Franca Canfora23 aprile 2009

Dietro l'ironia raffinata, come è nello stile della nostra autrice, c'è una sottile vena malinconica, per quel tempo che si ostina a non tornare azzurro pieno. Ma la vita è proprio così, un cielo troppo spesso ingombro di nuvole.