Chi siamo
Seme del cielo
ci culliamo in terra sconoscenti.
Perle del tempio allor,
ora tarli del bello.
Sterpi sballottati al vento,
siamo fabbri del fango,
e quel ch'è brutto,
schiavi di questo e del suo frutto.
Pulci nemiche del leone,
caparbi.
Rigettiam le messi perché buone
confusi e sbalorditi
guardiamo il sole inebetiti
e non preghiamo.
Infaticabili talpe.
Al buio lavoriamo per nulla
e la meta sviamo.
Ciechi.
Siamo tomba di pensiero inerte
Superbi.
(1960)
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ferny Max Curzio9 aprile 2006
Profondità di contenuto e levigatezza di stile... il tocco di classe dell'autore consumato si sente senza ombra di dubbio nella descrizione dell'impervietà del cammino dell'uomo, a cui s'aggiunge l'ineludibile fragilità propria della sua natura...
K
Kate9 agosto 2006
siamo tomba di pensiero inerte. Superbi, bella chiusa. stile desisamente incisivo, e anche in questa come nelle altre poesie attenta cura all'accostamento di parole, versi ben costruiti e musicali
