Terra luntana
Mi chiamo Elisabetta Randazzo e vivo in Sicilia, a Bagheria. Da piccola amavo stare in compagnia di mio nonno, Antonio Landolina, amavo stare con lui perché tra le altre cose era anche un Cantastorie e m’incantavo ad ascoltarlo. Non credevo di poter scrivere, in quel tempo… ma con il passare degli anni sentivo cresce
Commenti (6)
Vale la pena cantare solo per certezze come la propria terra, tutti lottano per continuare e correre via dal freddo inverno... Letta e apprezzata moltissimo
Il canto delle radici... il dialetto suona corde universali, comprensibili ad ogni cuore. Potente e delicata, nonostante tutto. Molto piaciuta
la terra amata risplende nei versi di chi l'ama... ricordi... visioni che non si cancellano... attimi di vita vissuta che ritornano prepotentemente alla memoria... un dialetto chiuso, ma che rende ancor piu' bella la poesia!
Ma che bella... quanta tristezza per questa terra cosi' lontana... il dialetto rende questi versi ancora più affascinanti. Splendida!
L'autrice espone opere in vernacolo, lingua natia, si sente l'arte dell'anima che pennella parole che sgorgano dal cuore, enfasi e sprone di un culto antico che delle radici fa' riverenza e illumina la via della Sicilianità, cultura di sommi autori e poeti fino ai nostri giorni. letta col cuore e solo assorbita dall'anima in quanto al fatto che ho dei limiti non potendo assorbire a piene mani i significati della lingua.
...a volte la "nostra terra lontana" sono le persone care non solo i luoghi, con i loro profumi, i loro colori e la mitezza del clima e quell'inverno che scende nel cuore per il distacco e l'assenza...è l'inverno più rigido e infinito! Anche se comprendo a fatica le parole spero di cogliere almeno un pochino il significato di questa bella lirica.






