Lettera dall'Africa (Ruanda) - Dagli occhi di Dunkan
Ausilia Giordano
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Nelll'infuocata terra del Ruanda
l'uomo mio amato descrive cruciali vissuti
di creature oppresse e indifese:
-Dunkan la propria immagine osserva
nello specchio d'acqua riflessa.
Lì si scontra col suo profondo e triste sguardo
reso ancor più cupo dalla crudezza della guerra.
La guerra. Cruenta disputa infinita
che narra con gli occhi di Dunkan
come l'arcano suo potere faccia dell'umano cuore
un teatro di scontri e di sventure.
Dallo spento sguardo di un bambino soldato
la storia scrive parole di sgomento e di morte.
Ora i suoi gelidi occhi osservano tra la polvere
in lontananza sembianze di corpi nel loro avanzare:
uomini e bambini come lui armati in assetto di guerra.
Sono per Dunkan soltanto disumane parvenze
senza volto a lui opposte per l'occulto mistero
che crea e alimenta l'odio tra gli uomini.
Ombre avverse da reprimere
ed annientare al lancio di bellici ordigni
o a decisi colpi di armi da fuoco
che l'adulto militare tra le mani gli pone.
Il suo cuore è divenuto strumento di guerra
modulato da un enigmatico filtro stregato.
La vita è dai occhi di Dunkan un'amara incolore fiaba
retaggio di soprusi e incalzante violenza.
Mosaico di deserti senza infanzia e senza sogni.
Orrore e spavento narrano ora i suoi occhi,
la tracotanza e l'oscenità dei subiti oltraggi
dicono le pene del suo inerme tormentato corpo
ancor di poche speranze detentore.
Troppe son le ferite acquisite degli scontri
e la polvere ancor gli copre gli occhi.
In questa tenda ospedale non hanno sosta
la mia speranza e la mia preghiera,
affinché gli Uomini Cultori della Pace
in un sol fraterno cuore uniti
concretizzino il Discorso in difesa della Vita.-
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L'autore
Ausilia Giordano
Commenti (1)
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B
Benedetta Cavazza Miciamalvina3 giugno 2009
Poesia ben scritta, equilibrata, significativa, porta a vedere l'anelito espresso nella nota con un'atteggiamento di condivisione ma non con partecipazione emotiva. Ciò non è necessariamente una pecca, in quanto poesia è ciò che in qualche modo, diretto o arcano, tocca l'intimo e lo scuote.
