Lacrime e pioggia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (15)
Una bella introspettiva... dalla sensibilità che non scinde dalla professionalità...sentita e diretta ...Piaciuta moltissimo
Tener incollato addosso quel camice in momenti fondamentali e dolorosissimi della nostra vita, veder soffrire le persone che amiamo e dover rimanere fermi, inermi... non credo sia semplicissimo. La stessa data di nascita non lo consente. Intima, profonda, dolcissima... hai sciolto un iceberg con questi versi... stupenda.
bella introspettiva, ma la note è al quanto intrigante, quando non si è contento di cio che si è e di cio che si fà, sensibilità molto sentita... pensieri molto profondi
dolcissima e tristissima quel mamma balza nel cuore e lo strozza grande capacità di far sentire le cose in queste righe
Poesia toccante e dolorosa. Fa male veder soffrire le persone a cui si vuole bene e anche i pazienti. Stupenda nella sua tristezza.
Un'altra splendida conferma in versi della sensibilità unica del poeta che soffre col paziente e dona serenità all'animo rattristato. Un abbraccio.
Ancor oggi toccanti versi che esprimono quanto amore ci può essere nel cuore di un figlio che accudisce la propria mamma in un momento che vorremmo non esistesse mai. Molto sentita.
Non ci si può rassegnare quando vediamo visi innocenti deturpati da un dolore di cui non sappiamo trovare spiegazioni e troppo spesso neppure rimedio
Troppe volte, da pazienti, dimentichiamo che sotto quel camice bianco si cela un uomo con la sua sensibilità che non può fare l'abitudine ad affrontare il dolore senza lasciarsi coinvolgere davanti alla disperazione ...specialmente quando si tratta di bambini! Molto bella.
Sensibilissima poesia di chi, inserito in un professione che sempre si trova a contatto del dolore, non si lascia coinvolgere dall'abitudine e dall'assuefazione al dolore stesso, e lo prova ogni volta nel proprio intimo. La professionalità lo costringe a non lasciar trapelare questo sentimento, perché a lui è dato il compito del curare e basta, e l'espressione di un sentire compassionevole potrebbe essere di nocumento al malato. E forse proprio per questo l'autore, che non può fare a meno di lasciar cadere le lacrime, cerca l'inganno facendole apparire gocce di pioggia. In modo che l'altro non s'accorga.
Questi versi così sensibili così toccanti mi hanno commosso è bellissima da conservare
...versi profondi che lasciano trasparire la grande umanità dell'autore... Sentita
Quanto dolore in questi versi... Si riesce spesso a camuffare il nostro sentire, ma di fronte a una piccola creatura... sapendo che la sua mamma non c'è più, diviene così forte il dispiacere da non riuscire più a celare quelle lacrime... E tutto riaffiora anche nella propria mente... Il ricordo di quel viso amabile... finalmente sereno... che non c'è più... Molto sentita...
un uomo, un essere vicino ad un altro essere che soffre, e questa sofferenza diventa sua ... e come goccia di pioggia la sua tristezza lava gocce di dolore... umano! immensamente umano!
Note profonde di dolore, un dolore visto delle volte con distacco, sofferente. Un introspezione così sentita e piena di sensibilità da rimanere inermi davanti a quanta verità vi è celata. Davvero sorprendente la carica di amarezza per una sofferenza non propria, da dover sopportare. Intensa, davvero toccante e bella.













