Clandestino no!
Ausilia Giordano
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Il mio vero nome ho ermetizzato
in un codice criptato.
Il mio viso ho reso duro per obliar le mie paure,
per sentirmi forte, deciso e più sicuro.
Chiuso nel mio mistero,
segreto tra i Clandestini a frotte,
per il mondo conduco la mia segreta storia
di dolore e di sconforto,
perché uscir dalla mia terra
ove ai margini della vita vige cruda la miseria,
è un'affilata spada nel mio cuore conficcata.
Forse una nuova madre
aprirà le sue generose braccia
ad accoglier questo furtivo figlio...?
Forse un leale amico mi tenderà le mani
e con forza sosterrà il mio grido...!
Accoglietemi fratello amabil genti
che con lo sguardo mi sfiorate.
Ora il mio arcano mi spaventa.
Tra i Clandestini io no!
Voglio esser un uomo vero,
gridare al mondo la mia pena.
Uscire dall'oblio per una carezza
di una madre sulla fronte,
per il sogno di un Amore Grande
e di una casa con un piccolo giardino.
Voglio essere pacato e sincero
e chiamato col mio nome vero:
Idhri Rajan.
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L'autore
Ausilia Giordano
Commenti (2)
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Cuccu Anna Maria6 giugno 2009
Struggente poesia che mette in risalto l'accorato appello nel non voler essere un clandestino, ma una persona che vuole costruire una vita normale anche se lontana dalla sua amata amara terra di origine. una persona che cerca l'accoglienza di una nuova madre terra e sogna una casa con un giardino. Stupenda nella sua drammaticità.
Antonio Biancolillo6 giugno 2009
...e voglio essere chiamato... col mio nome vero... Uguale agli altri ...nelle carezze di altre mani... perché l'amore universale è di tutti...è per tutti... e tutti ne siamo immersi... Molto apprezzata e condivisa.


