Intruso
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
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mi sento intruso anche io, commentare quest'opera, dove il tocco umano prevale la professione e l'espletare metallico di una parola che che struggente porta notizia mesta, del male che taglia il filo di congiunzione. solo per dovere... Latore d'infausto evento in te c'è lo sgomento di portar parola di chi esala, ai suoi cari lasciare la notizia... una lama che dolore affonda nella sofferenza e fa' mestizia... triste il ruolo triste l'agonia Ho voluto dedicare a quest'opera due parole in più per rispetto di chi con coraggio si dedica all'altrui vita.
Versi che colpiscono nel segno una situazione che accade spesso. L'imbarazzo di partecipare al dolore in qualità di estranei ci fa sentire a disagio di fronte al dolore di chi è coinvolto pienamente e forse prova pudore dei propri sentimenti e non vorrebbe nessuno intorno.
Quasi amara, riflessiva, molto intima. Un bel testo che porta a pensare...
Non potrai mai abituarti. Il tuo cuore, di poeta, perché sei un poeta, non perderà mai la sua sensibilità. Sono contenta di averti letto.
Un atteggiamento che appartiene all'anima quello che compare in questi. Non credo sia facilissimo indossare un camice... centrata, comunicativa, come sempre apprezzata!
Difficile commentare questi versi che fanno sentire tutto il proprio dolore e l'impotenza davanti al destino che la vita ci mette davanti ed al quale non possiamo e non riusciamo a sfuggire. Sentita.
é difficile indossare un vestito d'occasione... la maschera anche se appropriata non sarebbe mai tale per un anima sensibile... condivisa ed apprezzata
Un'anima sempre attenta e sensibile in versi che arrivano molto bella







