Irrorando di vittoria ogni presente
E il mio viso sarà la tua seduta
nel tuo scomodo ondeggiare sopra spine
a pungerti di dardi di piacere
disegnando dentro petali il profilo;
e monta l'onda languida di miele
fra mandorle e salsedine all'olfatto
ti pieghi respirandomi il turgore
come gatta col topo imprigionando;
urgente ora si detta l'appetito
rubando nel profondo la rugiada
mi avvolgi con le labbra dalla base
deglutendo, incontrollato, ogni mio guizzo;
come sella tu scivoli il mio ventre
e ti ancori al bacino in un sol colpo
incastro naturale nel tuo corpo
percuotendomi di carne nei sussulti
è frenetica pazzia che ora geme
irrorando di vittoria ogni presente.
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Commenti (1)
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Giovanni Monopoli10 giugno 2009
poesia apprezzata per il suo velato erotismo che sfocia in una ottima lettura, che non sfora ma che infonde amore, "vittoria", con soave disinvoltura
