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Morte 22 giugno 2009 · lettura 1 min · 2503 letture

Quel volo senz'ali

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Antico d'anni vecchio di speranze; incrociammo il tuo sguardo estremo, la misteriosa dignità d'una cupa disperazione che divenne morte o rinuncia alla vita. La stridente normalità d'una tessera d'anziano macchiata di sangue senza una lacrima e quel volo senz'ali che pesa su noi, urlo d'orrore o di sconfitta.
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La morte atroce d'un anziano; poesia dedicata a Emanuela, collega preziosa e di grande sensibilità, in grado di scoprire tra le pieghe del quotidiano il mistero dei singoli.

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (9)

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Josy22 giugno 2009

Poesia toccante che affronta un tema trascurato. Gli anziani visti ormai come un peso per la socità sono in realtà un prezioso bagaglio di saggezza ed esperienze, se solo imparassimo ad ascoltare. L'impotenza di fronte alla morte traspare in ogni verso scritto con la consueta sensibilità ed eleganza. Piaciuta.

M
Mau035822 giugno 2009

La Josy Gerardi ha già detto in maniera perfetta il mio pensiero. la sottoscrivo aggiungo solo che la durezza amara di questi versi dovrebbe far pensare.

Kiaraluna22 giugno 2009

Atroce normalità l'nutilità di essere anziano, solo zavorra sterile da gettare nella discarica. La saggezza dell'esperienza ha perso ogni valore per l'umanità,abbagliata dall'attimo fuggente, lontana ormai dai sentimenti e dal rispetto. Grande e dolorosa verità in questi versi davvero belli quanto amari.

Antonella Bonaffini22 giugno 2009

Animo sensibile, diretto, dall'umanità palpabile. E' bellissima!

Berta Biagini22 giugno 2009

Eppure quasi tutti arriveremo a quel traguardo – ed anche solo questo pensiero, dovrebbe aiutarci a capire quanto dovremmo saper dare in più a chi oggi si trova in un'età che sempre ha bisogno di una mano e non girarsi dall'altra parte facendo finta di niente. Basterebbe guardarli negli occhi e leggere i loro desideri. Molto sentita.

Anna Maria Obadon22 giugno 2009

Questi versi mi hanno colpita profondamente perché si fa una gran parlare sulla comprensione da riservare agli anziani. Nella realtà accade spesso che ci sia già indifferenza nell'ambito del familiari e la situazione è assolutamente demoralizzante nell'assistere a ciò che accade, negli Ospedali, non in tutti fortunatamente, dove spesso non c'è un briciolo di umanità per queste persone che sono doppiamente penalizzatre: dall'età e dalla malattia. Ammiro quei medici che sono sensibili a questo grande problema... Poesia profonda assolutamente piaciuta.

Giovanni Monopoli22 giugno 2009

poesia molto bella che in dedica resta un messaggio per chi ha saputo amare la vita ma che dalla società è stato relegato in classifica d'anziano e quindi non più utile... purtroppo una bruttura ancora oggi esistente in molte realtà

L
Libera Mastropaolo22 giugno 2009

La tua sensibilità mi spiazza Paolo, è bellissima e tu un poeta eccellente.

A
Aledam22 giugno 2009

una verità cruda, descritta con estrema sensibilità. Davvero coinvolgente.