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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Paolo Ursaia
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Uomini 24 giugno 2009 · lettura 1 min · 2963 letture

We were soldiers

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Ottanta fantasmi... ragazzi, sorridenti alla vita al limitar della gioventù; una guerra, giusta e sbagliata dichiarata da altri, combattuta da noi. Alcuni non tornarono, tutti vennero ignorati persi nella menzogna d'una mendace assenza. Eravamo soldati fratelli nella notte, ed il giorno non arrivò più; ci mandarono laggiù, dove la mezzaluna si scontra col mare di sabbia: si vergognarono del nostro sangue senza scelta, seduti nei loro lindi salotti.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Dedicata a Luigi, Vincenzo, Giuseppe, Francesco, Massimo... e a tutti quelli che soffrono ancora

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (11)

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Lina Sirianni24 giugno 2009

Un pensiero che ci porta vicino ai nostri ragazzi che combattono lontano da casa una guerra che non viene capita e per questo i nostri ragazzi vengono lasciati soli e dimenticati... Molto apprezzata

Nell'ingiustizia delle guerre vite spezzate per l'egoismo umano e la sua sete di potere... Versi significatrivi e sentiti...

O
Orma Detruria24 giugno 2009

una poesia che apre oltre al commento un lungo dibattito sulle guerre mercenarie, ancora oggi sanguinanti scenari ovunque nel mondo, mentre le coscienze appagate e indifferenti, come scimmie appostate sui rami a grattarsi, fanno ben altri conti... grande sensibilità del poeta, a tutto tondo.

Carlo Fracassi24 giugno 2009

L'autore con i propri versi mette il dito sulla piaga: "L'inutilità della guerra e le sofferenze altrui mentre chi tira le fila discute amabilmente e senza rischio in comodi salotti". Ma ciò che colpisce maggiormente è l'indifferenza che cala come mannaia di morte civile nella dimenticanza. Non restano che famiglie in lacrime che hanno ricevuto a conforto del proprio dolore una bella medaglia di latta a stonato ricordo di vite troncate nel fiore degli anni.

Kiaraluna24 giugno 2009

Manodopera senza valore i nostri ragazzi mandati al macello, mentre i "signori della guerra" s'ubriacano di noia che scacciano usandoli come un videogame... Realtà triste e vergognosa splendidamente e amaramente cantata in questi versi.

Antonella Bonaffini24 giugno 2009

Delle vite spezzate ormai cadute nel dimenticatoio... della stessa mente. Versi efficaci, diretti, di profondo sentire! Molto apprezzata!

M
Mau035824 giugno 2009

il mio vero e originale commento sta in bacheca, caro Ursaia, e so che tu lo capirai bene, così come io capisco bene e apprezzo i tuoi versi di oggi.

Berta Biagini24 giugno 2009

Commoventi versi che riescono a farci sentire impotenti difronte ad un passato che mai avremmo voluto vivere. Un pensiero ancora per chi vive momenti di fuoco. Molto sentita.

Giovanni Monopoli24 giugno 2009

bellissima poesia che ci riporta ad avvenimenti lontani ma haimè anche a noi ancora vicini... un pensiero dovuto, ossequiato

A
Alida Kirschner24 giugno 2009

Un dolore palpitante, mai sopito. Una denuncia per ieri che vale anche oggi perché nulla è cambiato. Io provo rabbia.

Angela Rainieri24 giugno 2009

Questi versi mi hanno commosso... la guerra decisa sui tavoli dei potenti viene combattuta da giovani inermi... Molto bella e apprezzata, pur nella sua drammatica verità.