Dal sottile intrico dei vitigni
Trasvola il cuore nei diafani amplessi di un livido barlume. - Era questo il nostro aspettare? - Fila mutismo, nel palli…
__________________La mia infanzia è scritta sulle scialbe facciate dei palazzi secolari della strada che mi svezzò con il metodo antico. In quella strada vestita di storia che affaccia al Vesuvio io vidi la luce nell’umido basso di un angusto cortile; partorito sul lucido marmo del tavolo in noce costruito da mio padre. Ho mangiato molliche di pane imbevute nell’acqua di lauro e cianfotte a minestra nella cucina che sapeva di legno piallato. Ho sofferto il freddo dei basoli che taglia le suole e mette geloni. Ma ho pensieri di festa che aleggiano pittoresche serate di quartiere alla rincorsa di maggiolini dorati. Ho rimpianto per quel sonno ammaliatore che veniva a prendermi sulla soglia di basalto mentre i grandi parlavano dell’arrivo della televisione. …E i falò di gennaio che toccavano il cielo danno luce a momenti di gioia._______________________ NINO VICIDOMINI nasce a Torre Annunziata (NA) nel 1946. Poeta giornalista scrittore già caporedattore per la Campania del periodico d’arte e cultura “Nuovi Orizzonti” (NA - 1968). A tutt’oggi, collabora con alcune testate giornalistiche locali. È Socio Onorario della “Logos” di Trecase nonché vice presidente dell’Associazione Culturale “Esseoesse” che fa capo al Periodico d’informazione dell’area vesuviana “lo Strillone. TV”. Figura in alcune importanti antologie poetiche. È accademico benemerito In seno alle più importanti Accademie Culturali nonché vincitore di moltissimi premi per la poesia (oltre 200) tra cui la medaglia del Presidente della Repubblica italiana Leone d'Argento Premi alla carriera 2012. ___________________Nino Vicidomini, con audace sperimentalismo linguistico, invero volto a giustificare forme lessicalmente familiari e discorsive, dispiega un crepuscolare canto memoriale, per evocare le suggestioni celate dal tempo. _______________________Dalla sua lirica emerge una profonda conoscenza del dialetto tradizionale; per questo, è un valido registro da conservare. L’umanità che sottende la sua poesia si rivela in immagini ariose, fresche, caratteristiche di una napoletanità viva, mai ovvia; grazie anche ad un lessico pulito, sobrio, ricco di una garbata sonorità. ___________________“Il suo linguaggio poetico si commisura ed amalgama alla sapida pienezza delle immagini sulle quali aleggia, con vaghezza, la memoria, nostalgica perché, in pienezza, gusta l’evocazione incantata.” Angelo Calabrese
Trasvola il cuore nei diafani amplessi di un livido barlume. - Era questo il nostro aspettare? - Fila mutismo, nel palli…
La sera estenuata prendeva commiato dalle ginestre antiche ai limitari e tutto sfaceva, in un lento richiamo, sui ruderi…
Stagliati nembi e un porpora stentato sui netti confini del cielo!... Brulicanti di linfa, in lievità di luce, il…
Viene il profumo degli aranci in fiore dai liberi pensieri di giorni carezzati; quando si discorreva negli ultimi baglio…
Già si dissolve sui pianori annosi un ultimo riverbero accennato come taciuto addio. Sotto lo scintillio dei fana…
Dice tu ch’a ogneduno na stella sape fino addo l’hadda purtà; ca sta scritto, sta tutto signato e nisciuno ’o ppo…
Pourpré, brillant, il se levera de ses cendres encore plus beau mon phénix. Dalle sue ceneri Di purpureo
Di tanto in tanto leggevo Joyce... Già eravamo andati dal Santa Lucia alle grotte raccogliendo conchiglie; ne fac…
Sono venuto a cercarti in un rovo di spine; sapevo di trovarti Nel Niagara che al torpore sospinge ti ho cercato ieri e …
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