Il bosco di betulle
Fuggi, nel bosco di betulle i rami protendono le mani; fuggi, il passo si fa molle al ringhio famelico dei cani. T'accas…
Eccomi. Sono una ragazza qualsiasi, nata un giorno qualsiasi (con molti nove), che trascorre una vita qualsiasi e tra questi qualsiasi-qualsiasi-qualsiasi senza fine, a volte spunta una poesia. Anche quella qualsiasi, certo, ma le poesie hanno un quel qualcosa in più che c'è e basta e nonostante cerchi di capire il perché non lo trovi, eppure c'è. Mi spiego? Quindi una poesia qualsiasi riesce a farmi sentire un po' meno qualsiasi. E' una sensazione nuova e familiare quella di scrivere, di leggersi e rileggersi. E' un sorso d'acqua fresca che scivola giù per la gola, un rumore caldo come quello che fa una mano ruvida quando accarezza un volto liscio. Che tu parli del tuo dolore, di un amore non corrisposto o di un insignificante granello di polvere, nello scriverne c'è sempre qualcosa di straordinario.
Fuggi, nel bosco di betulle i rami protendono le mani; fuggi, il passo si fa molle al ringhio famelico dei cani. T'accas…
Non l'ho mai presa sul personale quando tutti, guardandomi male dicevan: "Guarda che mentecatto quel Cappellaio &eg…
Steso tra i rami d'un pino un tale tiene tesa la mano, regge la Luna in un catino stravaccato come un sultano con il cap…
Nella pipa d'un insolente vecchietto stava invece del tabacco un fantasma ma quello diceva: - Io me ne impipo! Sapeste q…
E' una strana creatura mitologica certo lunatica, quasi inesistente che muggisce sonetti e terzine e adora rosicchiare s…
Driade balia dell'argentea betulla, dagli occhi scuri del dolce cerbiatto dalla chioma del color della terra brulla la b…
In nome del tuo dio, io misera ti scongiuro di lavar via dalla tua bocca ogni spergiuro, nel nome del tuo stesso grande …
Tu che irridi l'umano orgoglio che schernisci la nostra gloria, ti diverti a renderci fragili? Godi nel vederci striscia…
Le ingenue, ingannatrici, vacillanti creature che protendono le labbra smaniose ai camini e si colmano il ventre d'arsen…
Brivido, che dissezioni la mia cattedrale, che dai in pasto all'epilessia i miei pilastri, che percuoti queste mie vacue
Sboccia la mia eco in cupola cristallina, cinge il capo come ghirlanda adamantina. Cala la nebbia, umbratile sipario, ch…
Malinconia, rammenti ancora le gesta funeste della dolcezza? Orsù, dimmi, se è eterna codesta fuga da
Con l'ispido manto istoriato d'abrasioni, una fiera dall'ossa consunte e anchilosate arrancava in selve d'effimere
Bramano le parole l'agonia delle membra, divampa la lingua d'orgoglio che tempra. Freme nelle fauci un anelito abortito,…
Inique accuse sorseggiate in calici fumanti ch'appannano l'innocenza. S'insinua tra le piaghe del labbro, assidua
Diventa socio del Club: accedi a La Piazza riservata, ottieni sconti su concorsi ed eventi e aiuti la community a crescere.