Irripetibile arcobaleno di titanio
conto lussureggiando, lo spostamento di ciglia tra una smorfia ed un sorriso. ripasso con l'indice volteggiando i lineam…
Elisa G. è semplicemente la persona che dà voce alle elicubrazioni erratiche. Elisa è un torello sanguigno che scopre tardi la poesia, pur conoscendo l'immenso potere della lingua, soprattutto quella italiana che ama tantissimo. Per una sorta di pudore, non condivide i suoi versi fino a novembre 2007. E da lì l'amore per la poesia, per la pseudopoesia, per le emozioni, non s'arresta più. Traduttrice ed interprete di formazione, lavora purtroppo più che altro in ambito assicurativo. Ama le lingue, il tedesco e il francese, con l'inglese non bevendoci Heineken non vi ha feeling (altri dicono non sia vero), ma ama soprattutto la lingua italiana, con la quale gioca a molti livelli. Si commuove ascoltando l'Inno d'Italia, apparentemente fredda pignola e diffidente, in realtà è una gran tenerona. Non tollera le ingiustizie ed è anche per questo che sta cercando di aiutare Prigionieri del Silenzio a ridar Giustizia a Carlo Parlanti e agli altri italiani vittime di soprusi all'estero. Ma alla fin fine, resta sempre lei, Elisa.
conto lussureggiando, lo spostamento di ciglia tra una smorfia ed un sorriso. ripasso con l'indice volteggiando i lineam…
Nata sotto il segno dell'aquila di montagna cresciuta tra l'Inno ed una fanfara Mai avrei immaginato che proprio una di …
Fin da piccina mi si raccontava tante fiabe per farmi addormentare, mamma o papà la sera le narrava cosicch&eacut…
Quando m'illumino dentro ed osservo il sentiero da percorrere, scricchiolo coi piedi foglie morte a terra. Lo sguardo sf…
mi frango sulla sponda di una diga, giaciglio saccente di immota rabbia. mi inchino di fronte ad un fiore di campo, ange…
docile attende un mantra di stelle vereconde cullano aria rarefatta ed innaturale silenzio tutto tace immoto
Quando fiocchi di ricordo affiorano nel latte della memoria, ti rendi conto che non lo volevi parzialmente scremato. Il
soffri nell'inascoltabile silenzio del tuo dolore divorante accendi braci fameliche sulla semplicità altrui per
Nervoso l'aria finora ha riempito. Ingordo a lungo ha vinto svuotando i tavoli: il casinò velocemente svalutato, piano
Il mio ragazzo non dice mille parole fatue, riduce all'Essenza l'amore innalzandolo. Ha due occhi profondi con due
Lenta sfili il crinale dalla tua fulva chioma mentre le ancelle del tempio annodano i nastri colorati che fasciano il
Scivolami in vena come soluzioni saline. Nutrimi e salvami come un infermiere sull'ambulanza della vita
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