Non sono niente
nel colmo del giorno s'alzò il tuo vento tra seni di sabbia bufere di peccati pietra, mi frantumai di luce
nel colmo del giorno s'alzò il tuo vento tra seni di sabbia bufere di peccati pietra, mi frantumai di luce
nato postumo forse nemmeno rimango imbalsamato al vetro invalicabile di un silenzio nervoso il cane con tre
nelle quattro stagioni ho perso l'abitudine al discorso ozia l'occhio nel fondo del bicchiere ripassa
è dunque questo il mare? quest'inganno che non ha mai fine questo vuoto a perdere orizzonti cosa piangi? te lo
m'ingorgo gli occhi di queste stelle incollate all'imbarazzo della notte del tuo pudore intravedo arcobaleno tra
più ruvida l'aria stasera la strada più lunga o il mio passo più stanco vuoto il fianco dove ti incastonavi come
riposa, la mia lingua all'ombra del silenzio e ingiallite parole cadono nell'autunno del giorno laggiù,sulla spula
tocca ancora a me offrire alla lama questi istanti impauriti scesi come zucchero a velo sulla nostra panchina in dolce
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