Perché non recrimini di un silenzio
toglimi il peso, marzo fammi uscire dall'incavo della pietra il piccolo seme seccato dall'ombra se gli dessi una
toglimi il peso, marzo fammi uscire dall'incavo della pietra il piccolo seme seccato dall'ombra se gli dessi una
Chissà quali uragani s'erano quietati lì dentro ne avvertiva la scoria sulla pelle le rughe molli i ciuffi
So che ti muovi in sogno per come ingomitate ai fianchi le tue ali s'impiumano alle mani. Verso l'ortensia sugli
Se l'arte si potesse da una porta, chiunque penserebbe che si deve alle spine, al crudo rovo indossato che non
Il tronco era sul pendio una freccia spezzata nel costato del monte. Lo ricordo per le ferite secche del formicaio che
Qui una porta ha cardini smossi ma la soglia induce oltre. Ci conta gli ingressi il dubbio della volta: che fosse ieri i…
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