Ruvidi vetri
Ruvidi vetri, quei tuoi occhi, lamiere taglienti e spesse quei ricordi, bocconi che trasudano di fiele. Non c'è r…
…Mi conosco e mi conoscono così, da quel mezzogiorno - suonavano le campane - di un lontano Novembre del ’49, in una viuzza del centro di Reggio (..Emilia). E da allora sono quì, trapiantato bambino a Forlì, cesenate adottivo da quasi 30 anni, ingegnere informatico per caso (IBM prima ed Electrolux poi), sedicente poeta per gioco, giusto e sbagliato, principiante e apprendista, distratto e curioso ; curioso di vedere “l’effetto che fa” queste cose scritte da me, scritte per me, per dirmi e spiegarmi ragioni, motivi, perché… Messi un attimo da parte schemi e diagrammi di flusso e logiche matematiche, ..qui, a ricercarmi spiragli di sogni, ricordi, rimpianti, invenzioni; a specchiarmi negli altri per vedermici riflesso mille e poi mille volte . E per sempre.
Ruvidi vetri, quei tuoi occhi, lamiere taglienti e spesse quei ricordi, bocconi che trasudano di fiele. Non c'è r…
Quindici gocce di profumo di vento, ...un pizzico... o due - si sa mai...- di pensiero d'amore, ...qualche lacrima amara…
...Appena ti intravedo, mentre cammini sulla rena sferzata dal vento che intaglia quella stoffa a disegnare i tuoi conto…
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