Federico Montanari
Sono nato nel dicembre 83' anticipando di 3 mesi. 2 mesi d'incubatrice in pericolo di vita fanno dire alla psicologia che in me l'ombra della morte è più allungata nelle percezioni, o che la mia sensibilità o istinto di vita ne siano profondamente spronati. Alla laurea in filosofia e con studi di psicologia, la mia visione della poesia ne è plasmata in chiave produttiva. La poesia credo abbia varie ali in azione stimolante verso lo spirito. Molta poesia è priva di tipi di ali. Vivo la poesia come sport estremo, riunione di percezione, comprensione, sensibilità e morale. Se penso alle vite di vari poeti (Rimbaud, Poe, Baudelaire...) li sento del resto come estremisti, esiliati. Penso che se la filosofia insegna a morire, se "l'uomo non accetta l'individualità e la morte, e da ciò ne viene l'incapacità di vivere" (Freud) vi siano poeti più necessari di altri. Detesto l'oratoria, i poeti indecifrabili, confusi, l'attenzione ossessiva a tecniche e pesi di parole. Il mondo e l'uomo hanno bisogno di ben altro che cravatte. C'è bisogno di voglia d'essere, voglia di capire, di avere sentimenti, sconfinare. La letteratura a cui non preme l'impegno evolutivo e sociale rischia di essere puro narcisismo e una segnalazione di grandezza umana sbagliata. Nel marzo 2011 ho pubblicato il mio primo libro di poesie "PAGINE SENZA BORDI" Aletti editore PG188 ordinabile in libreria... Tra i miei poeti preferiti, Gibran, Tagore, F.Garcia Lorca...
Raccolte (1)
Sostieni Federico Montanari e gli autori di Scrivere
Diventa socio del Club: accedi a La Piazza riservata, ottieni sconti su concorsi ed eventi e aiuti la community a crescere.
