Pangea
Il terreno pallido fuoco ha smesso di bruciar nuvole mortali inesorabili si uniscono addensandosi vento e pioggia
Sono nato il 16. 02. 1960 a Sessa Aurunca (CE), dove tuttora vivo con la mia famiglia. L’interesse per la poesia è per me quasi un istinto naturale, nel tempo libero dedico qualche ora alla stesura di brevi versi, con la semplicità che da sempre mi contraddistingue.
Il terreno pallido fuoco ha smesso di bruciar nuvole mortali inesorabili si uniscono addensandosi vento e pioggia
Occhi attoniti scrutano il verdeggiare di rinnovati declivi carezzati a tratti dai raggi del sole mattutino.  …
Dov'è finita la gioia d'un tempo quando bambino correvo tranquillo su fili d'erba di paesana terra. Sarà s…
O mio paesello, disteso in collina sembri dormire muto e solitario, ti abbandonai quella bella mattina si, me ne andai
Questo tempo un po' squilibrato mi stizza, inatteso nelle narici avverto di muschio e di linfa fragranza al petric…
Son fermi i miei passi nell'aria gelida del viale morte le gialle foglie. Il complice silenzio di questa malizios…
Mi delizia andar per boschi lontano dal frastuono della gente, qui percepisco suoni delicati mi confon…
Quando verso sera m'appisolo al ricordo delle passate primavere, mi par di udire come un brusio di lontane voci e un fla…
Passo dopo passo incedo verso il ritorno nell'aria tarda estiva inalando sentori di fieno
Boati lontani col passar dei minuti ingigantiscono l'eco, confermando appieno, televisive previsioni meteo. Un
Essenze delicate di fiori e aromatica erba pimpinella sulle colline terrazzate di Roccamonfina
Uno scenario incantevole il mare osservato da questo promontorio, affilato è il sibilo del vento, che stasera, se…
Sollevate da un vento leggero foglie d'autunno tratteggiano in cielo paesaggi dai
Con il sorriso acceso e gli occhi splendenti percorrevi il sentiero Le nuvole disegnavano nel cielo azzurro
Ad un primo veloce sguardo sembra immutato il vecchio paese, osservandolo meglio, non vedo più rondini
La sento arrivare già nei tiepidi raggi di un aprile assonnato, dopo che Pasqua del grigio ci
Si perde lontano nella campagna freddo e profondo, lo sguardo curioso, oltre il silenzio, fin giù le colline, va
Solo sul bordo del vecchio muretto lo sguardo gettato sull'orizzonte si vede il mare, nitido,
Lo sguardo si perde sull'orizzonte lontano d'un mare agitato. Il vento di libeccio smuove le onde formando
Su sentieri di belli promontori passeggiando nel verde dei limoni resto affascinato da tre tesori come
Un alito acre di vento spettina maculati fili d'erba di campi periferici. Limitrofa e dissennata vive la gente in citt&a…
Stille di sudore scendono piano lungo il mio volto in testa riecheggiano ancora le nostre bizzarre promesse. Gli
Sconci pendii s'alternano a dolci lavici declivi di verde stramma coperti, ove da Suessa s'inerpica ancora
Lontani boati s'avvertono sempre più forte, nell'aria che inquieta urla e freme.
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