Il trionfo degli imperiali
Rammento Federico antiochiano: Fiorenza conclamava gli Altavilla; durò tre anni; al rimembrar. mi stilla ambrosia in cor…
Autore stilnovista, di argomenti cortesi e teologici nel contempo, tratti da basi platoniche. L'ambiente politico è quello del Sacro Romano Impero medievale, la patria morale Firenze. Osannante lo Spirito di Iddio in madonna, sotto forma di grazia, mi inchino a Signoria celeste e, di conseguenza, terrena, a potestà umana consacrata dalla Signoria sovrumana suddetta. Scrivo per terzine endecasillabe, nella legge, in esse insita, di assonanza e di accentuazione. Che ciò voglia compiacere l'Ingegno altissimo del Fautore primevo. Ossequiosamente.
Rammento Federico antiochiano: Fiorenza conclamava gli Altavilla; durò tre anni; al rimembrar. mi stilla ambrosia in cor…
Di stelle il manto, che madonna accoglie, ha il colore del Cielo, ed è totale; la regina, del Re, porta il segnale Che v…
Pie, mansuete, quali agnelli in pace, le dame vanno, tra gli ovil di Dio laudando lei, di Lui, Cui umiltà piace; Egli
Stili inchiostrati, intinti al calamaio; grafia dell’arte, pesco rosa in fiore; vati con toghe, frati avvolti in
Da sempre intenta al bene sacro altrui; mite, modesta, al di Lui onore addetta; madonna, in cielo, il Sir de’ beati
Il doppiopetto, all’ abito stirato; il monocolo, su, dalla catenina; severo, al passo della disciplina, mostrine alter…
Ecco il profumo, antico, celestiale; esso comanda ossequio al solo Iddio; ammalia, come il cenno, di Lui, vale; sandalo
Lungo è il giorno, in cui Egli ci ravviva Memora Sua, Che è, e eterna dura, fin che, sul Vespro, il cor l’Inno Suo
E’ circum- lode, è inno soave a onde; astri gallegian sul blu, etere fino: cantan, solenni, laudi antiche
Tuniche bianche, auree sopraffine, cori celesti, stuoli di fedeli; giardini antichi, rose senza spine distesi andavan,
Sembran madonne, trascendenti, antiche, le giovanette con lor mani giunte a lei ossequiose, quali umili amiche; i capi
Scende agli abissi, al vortice infernale, l’alma che gira, nella via celeste, che orbita in rondò gloriante
Giardin del Cielo, santi in processione; astri laudanti tra profumi pii; pecore amate, linde, le persone; mantelli casti
Guardò, il bel Sir dei Cieli, un agro arato; sparse la traccia della Vita, in lui; crebbe, e fruttificò, in tutto il
Stuoli osannanti, in lunga processione, mirra di prece insino al Paradiso; di fede e incenso è, il borgo, ai calli
Neanche due lustri: otto anni e quattro mesi per cui, d’un grado, volge, l’universo, le cerchie dei bei nunzi, a Dio
La verecondia alberga pria nel Prince; ella Lo ispira nell’omaggio, in via; Egli è si, il Sommo, ed ella, da Lui,
Egli è Eccellenza, ed ella degna è a Lui; sacrale, aria, dov’Ei va, in Fiorenza; del Giglio antico, il Sire fa ogni
Tenta, millanta, insinua, ghigna, danna; dagli inferi dà frode in terra e in mare; saltella, rosso, con perfidia
La grotta santa, gli angeli di luce; santo Giuseppe, con santa Maria; felicità, in grazia da Chi su c’E‘: le pecore…
A mezzanotte, trionferà lo Sposo; le vergini, saran con le fiammelle vitali, dalle essenze Sue, Glorioso; la sposa ha,
Destrieri bianchi, auree le armature; idioma antico, di cortese accento; vessilli bianchi a bordo rosso, al vento, lati
Guarisce, Cristo, purché abbian fede, gli infermi che ver’ Lui ausilio ploran; i raggi, in grazia, dal Ciel Suo li
Pensier d’ Iddio, Padre giovane eterno, infonde, alla fedele Sua, la fede da sempre, poi che già in Almo, Lui,
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