Asia
T'infrangi irrompi dentro me, anima fragile. Ascolto il respiro di Eros, freccia rovente. Tu sei vulcano di passioni.
Andrea Carpenedo è nato il 24 ottobre 1985 a Jesolo (VE). E' laureato in Statistica ed Informatica per la gestione delle imprese. Ha pubblicato, tramite la casa editrice Montedit, il suo primo libro dal titolo "L'Eros del loto rosso - un collage di poesie" nel quale tratta il concetto di Amore da tre angolazioni differenti ma complementari. Al momento ha completato il suo secondo lavoro in poesia, un concept sulla vita di Icaro. Sta anche procedendo alla stesura di un romanzo noir.
T'infrangi irrompi dentro me, anima fragile. Ascolto il respiro di Eros, freccia rovente. Tu sei vulcano di passioni.
Non odio il tuo nome; te lo grido in faccia. Così il mio respiro è lieve, si dirada; un filo di
Io sarò gli oli della tua tela, le tue sfumature più rosee. Io ti rincorrerò tra i pastelli, sopra
Impreziosiscimi attraverso i tuoi meravigliosi ossi sacri: sacrifica una parola al vento - e che questo vento elargisca
Vorrei dare colore alle mani: magenta, indubbiamente, anche sterile rosa shocking, e la spalmerei, questa mistura
Labirinti di vento tra i selciati della mia immaginazione: non ti vedo; ti percepisco da lontano e mi sorprendi,
L'orizzonte si sveste attendendo il tuo miele: mi vomita addosso, con tutto se stesso, la sua lava incandescente: mi
Colorami la nuca di rosso vinaccia metà settembre mai finita: sei integrale indefinito: pennella la tela, spella la
Dai voce per chi non ascolta e sei monte, a te approdano i guerrieri della noche Compensi le creste tra ciglia
Guardo, randagio, il colpo di frusta dal cielo che s'abbate su di noi - tiepidi amanti - stretti sopra un'amaca
Mi vola tutto attorno e mi si scrolla la pelle che ho addosso: dalle dita, dalle labbra, tra i capezzoli sento gelo!
Avresti lasciato due parole: parole consecutive - incastonate nel quarzo - tra luci, luci sei California di luci e
Scosti la testa di fruscii disturbati: planano verso anfratti disfatti - un gemito, sei, duplichi la
Sì, ti palpitò il venire dal brillio dell'oceano, nell'oceano pacifico: è plausibile, quel cuore si è gonfiato
Mi hai chiamato lungo vuoti di luce dismessi. Mi hai chiamato da lontano, voce sommessa in questo buio di sguardi. Mi
I. Che meraviglia! Il colpo e il ritorno di spalle a bruciapelo che mi brucia nel culo - ma ti desti,
Percorrerei una immaginaria route 66 con il gonfio delle labbra mie disattente: tenditi verso me! e
Marinelle nascoste sotto cirri di nuvole stratiformi: e la mano protesa a cingere figlia d'Eva che nasconde la serpe nel
Te la sogni, l'America, che forse è meglio vista da una cartolina ingrigita: tra le mani tue, per la natura d'un
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