Le foglie dei pioppi
Non è la perfezione e la sfrontatezza delle curve non la solida convinzione del bordo il sostegno della
Non è la perfezione e la sfrontatezza delle curve non la solida convinzione del bordo il sostegno della
Mi spoglio davanti a uno specchio caldo di uomini e donne Mi spoglio in uno sguardo e nuda mi cospargo de la
Toccare con la pelle il brivido d'una mano - la tua - che scende su di me. E non più
Non saranno i tepori della febbre o la nebbia d'un'estate di San Martino senza calici senza vino E' l'idea
e non è brivido che scivola lento e caldo tra linee intrecciate. è accendersi di sensi nel sentirti.
Aria densa di respiri, e pelle Pelle umida di carezze e sguardi ditemi di lui - ditemi il sentire - del calore
Non so - e forse basta- la distratta strada che perdo sulla carta quando mi appoggio all'esistenza. E sono il
C'è aria che non è aria a respirare il gatto grigio occhi a cercar note che riscaldano ottoni e
cadono i minuti - e cado anch'io - nel non cercar di fermar la mente e i colori e ogni inutile parola. E'
scivola - fondente - un bacio sulla lingua e non ha sosta l'incedere denso d'occhi nelle dita che tessono
Le mani stringono un sole appena sbucciato - acerbo pigola piano - e lecca le labbra che sanno ancora di
l'orlo d'un ricamo iridescente non avrà mai bordo se è nei tuoi occhi che ora brilla - e son raggi
potrei anche solo sentirlo sulla pelle nello sfiorarsi che è un già esserci nello scambio di un pensiero.
mandorle di te infilo sulla pelle nel caldo abbraccio del tuo maglione sul divano. è olio di pensieri lo
allora potrei dire degli arpeggi di mani se non bastassero gli occhi e anche il sonno si inclinerebbe un pochino a
i ricordi ed i giorni si parlano ogni tanto - convenevoli di rito - una spiga da sgranare con in pollici in
rifratto da un prisma di granelli nel vetro dei cocci sopra i muri d'una clessidra rotta a difenderci da noi -
occhi che conservo come pastiglie da ingoiare all'occorrenza quando il dolore ti spacca l'anima in due e
macchie di rosso sporcano di meraviglia il cielo ormai stanco si posa lo sguardo su una nuvola stracciata e
schifezze chimiche mi coprono la pelle sotto un sole che stride e ride d'un sorriso incrostato come cozza sullo
se guardando le increspature della tua pelle ora decise ora leggere nel vento d'un respiro
un riflesso negli occhi lucenti posato da un raggio estivo - vedo - ritornerà l'inverno è scritto nel caldo
accovacciati in un portagioie impolverato aspettate anche voi più di me il momento di volare. secchi
all'angolo del tavolo un fermacarte di legno indugia su uno spigolo smussato. mi fissa in cerca di carte da
Diventa socio del Club: accedi a La Piazza riservata, ottieni sconti su concorsi ed eventi e aiuti la community a crescere.