“Nuda tra le maschere di carnevale.”
Coprirsi, con giacca, cappotto o solo un foglio ma coprirsi che domani arriverà col treno una montagna. Diranno che mi
Coprirsi, con giacca, cappotto o solo un foglio ma coprirsi che domani arriverà col treno una montagna. Diranno che mi
I miei versi non hanno vento o pioggia o arterie di miele. Hanno il senso del ruvido a fine pagina ed anche
La carne che mi riveste non mi conosce. Non tralascia le pieghe anzi, si insinua dove non può e assoggetta la peluria a…
Giù, davanti i piedi o più in avanti, tra le mattonelle riposa il vecchio caro sterno. Conteneva le tue
Io certe volte mi raccolgo, come mestieranti alle olive. Una rete più grande al fine ultimo mi trattiene. Non cado
Questo pensiero è la mia casa, il buco dietro la lavagna in cui scrivo. A turno, con i polsi pulisco il gesso: le
Mani congiunte, e non per pregare, appoggiano palmi che non sanno di esistere e invocano armi che non sanno d’avere. A
Lo sfarfallìo, non l’adagio, che compie l’immagine di un verso, mi separa dal vacante, mi stringe sazio. La cintura…
Al netto dei pedali il telaio somiglia a certe pose, lievi inclinazioni di collo e cervicali. Se iniziassi con
Se ho sottoscritto assi e levigato fortezze, è per non languire istanti. Ho passato la pece e piallando, ho appiattito …
La mia Dura Madre ha una branda di fortuna in dormitorio. È spinale quando si alza in piedi e, calciando dentro u…
È sabato al venerdì, quando aspetti che l'unico angolo di strada non ti somigli. Ci si volta sempre a
Quattro lati, a squadra come da bambini: uno per ciascuno gli abbecedari. Mi rivedo a colorare alberi panciuti, senza
Mi sembra di aver smarrito qualcosa e che, tra gallerie metropolitane, mi faccia un po' di spazio per trovare il
In diagonale, tra le scapole, dove si svelano le vertebre lì siederei il mio pensiero. Non un appoggio, nè
Sono il punto alla fine di una frase, l'ordine che non ho s'insinua nel testo. È come quando cambia il vento e
Aspetto il salto, il guizzo di una fiamma di candela che, posata su di un mobile, incendi il mondo e non se ne
Il mio vocabolario ha parole geometriche e, solo di tanto in tanto, tra generalità e definizione contempla
Poco e a tempo: mi chiamo così, quando mi spavento e di me non lascio niente perché ho lasciato
Lo strano mondo di mezzo in cui ogni cosa perde il nome, la misura, mi appartiene, è tutto qui. Mangio ore nei
Case calde, ispessite da nebbie di fiati, mosse da luci bianche e giallo a perdere, le stesse che non dormono, si
Ti porto con me, negli occhi: un tatuaggio la tua forma a clessidra, come il tempo quando piove e monti ripari per far
Non voglio che il mio tempo ti sappia di malinconia: è vero, somiglio alle lingue di rugiada tra le foglie
Non guardo. Per capriccio o volontà, per proposito o caso non guardo. Mi trapassano troppe pupille. ...Ed
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