Pezzo di tempo
Piove incessantemente stamane. Nel girone della solitudine il fumo d’immagini passate e presenti s’innalza dal fuoco acceso dell’anima come quello del camino che riscalda l'ambiente freddo della casa. Volano nel frattempo come gabbiani in cerca di cibo i pensieri. Rovistano dappertutto, fino nel pozzo del dimenticatoio tra sbiadite immagini e momenti di vissuto passato.
Nella credenza non vi è cibo. Devo urgentemente andare al supermercato dell'Amore.
Nessuno bussa alla porta, tranne l’ esattore condominiale che mi chiede ogni mese la quota del mio vivere nello stabile tra imbrogli vari delle parcelle dovute.
Cerco nella mente qualche colore della bella stagione che non riesco a trovare. Aspiro fumo di sigarette creando cerchietti che evaporano a poca distanza dalla mia bocca. E come dare un bacio a una persona cara, questo mi consola. Non mi basta questo pezzo di tempo inutile. Provo una blanda solitudine che scivola via sui fili delle note di una leggera musica che mi tiene compagnia. Sì, devo ammettere che sono triste, altrimenti non avrei scritto la poesia:" Addii su mio Padre" tirandolo fuori dal cassone dei ricordi e tra le ombre del dolore. Stamani ho più bisogno di me stesso più degli altri giorni. A volte capita che vado in automatico tra lo starci e non, questo andare a volte mi basta, altre, come stamane, il meccanismo non funziona si è inceppato alle tre di questa notte: “ Una cattiva zanzara mi ha morso nel sonno”
Piove fuori e dentro stamane. Non volano pensieri felici, non hanno ali come le belle tortore innamorate. Nemmeno avverto l’odore del ciclamino che dal terrazzo mi chiama con il profumo dei suoi bianchi fiori: " Vuole consolarmi " Intando, piove incessantamente. I filamenti della pioggia si staccano dal filo lungo delle nuvole creando piccole gocce d'acqua all'impatto con terra. E’ solo un momento mi ripeto, nel frattempo, spengo mozziconi di sigarette nel legno del posacere bruciacchiato. Penso alla bella estate che verrà, immagino le passeggiate sulla spiaggia tra il rumore delle onde e il soffio del vento caldo sul corpo. Ascolto le urla dei bambini che rincorrono la palla affossando i loro piedi nella sabbia. Qualche madre preoccupata chiama suo figlio attraverso il vento che forte trasporta le sue parole in riva al mare. Qualcuno nel frattempo mi chiama da un futuro che avverrà. Sorrido a questo pezzo di tempo che passa tra l’incessante pioggia e questa tiepida solitudine che mi accompagna alle porte delle note musicali che ascolto. Divento musica e vado avanti, mi affretto; Corro nel tempo avvenire tra sogni dipinti di rosso e giallo colore, vedo il pennello stretto nelle mani del fato dipingere la scena. Resto in attesa di un nuovo momento, di un futuro prossimo tra cerchi di fumo di consumate sigarette e la musica che lenta esala da un vecchia radio, che come una vecchia compagna di sempre, mi tiene compagnia in questi infruttuosi momenti. Nel frattempo nella stazione della mente arrivano svariati treni e accelerati, si aprono porte che sbuffano, dai vagoni scendono precipitosamente passeggeri di pensieri. Lentamente, con disinvoltura esalano al cielo di dentro trasformandosi in nuvole di poesia e di sogni. Dopo ciò, piano, senza rumore svaniscono silenziosamente come quei turisti che una volta scesi dal treno, frettolosamente si dirigono all'uscita della stazione scomparendo nella piazza principale tra il vocio forte della gente.
Nella credenza non vi è cibo. Devo urgentemente andare al supermercato dell'Amore.
Nessuno bussa alla porta, tranne l’ esattore condominiale che mi chiede ogni mese la quota del mio vivere nello stabile tra imbrogli vari delle parcelle dovute.
Cerco nella mente qualche colore della bella stagione che non riesco a trovare. Aspiro fumo di sigarette creando cerchietti che evaporano a poca distanza dalla mia bocca. E come dare un bacio a una persona cara, questo mi consola. Non mi basta questo pezzo di tempo inutile. Provo una blanda solitudine che scivola via sui fili delle note di una leggera musica che mi tiene compagnia. Sì, devo ammettere che sono triste, altrimenti non avrei scritto la poesia:" Addii su mio Padre" tirandolo fuori dal cassone dei ricordi e tra le ombre del dolore. Stamani ho più bisogno di me stesso più degli altri giorni. A volte capita che vado in automatico tra lo starci e non, questo andare a volte mi basta, altre, come stamane, il meccanismo non funziona si è inceppato alle tre di questa notte: “ Una cattiva zanzara mi ha morso nel sonno”
Piove fuori e dentro stamane. Non volano pensieri felici, non hanno ali come le belle tortore innamorate. Nemmeno avverto l’odore del ciclamino che dal terrazzo mi chiama con il profumo dei suoi bianchi fiori: " Vuole consolarmi " Intando, piove incessantamente. I filamenti della pioggia si staccano dal filo lungo delle nuvole creando piccole gocce d'acqua all'impatto con terra. E’ solo un momento mi ripeto, nel frattempo, spengo mozziconi di sigarette nel legno del posacere bruciacchiato. Penso alla bella estate che verrà, immagino le passeggiate sulla spiaggia tra il rumore delle onde e il soffio del vento caldo sul corpo. Ascolto le urla dei bambini che rincorrono la palla affossando i loro piedi nella sabbia. Qualche madre preoccupata chiama suo figlio attraverso il vento che forte trasporta le sue parole in riva al mare. Qualcuno nel frattempo mi chiama da un futuro che avverrà. Sorrido a questo pezzo di tempo che passa tra l’incessante pioggia e questa tiepida solitudine che mi accompagna alle porte delle note musicali che ascolto. Divento musica e vado avanti, mi affretto; Corro nel tempo avvenire tra sogni dipinti di rosso e giallo colore, vedo il pennello stretto nelle mani del fato dipingere la scena. Resto in attesa di un nuovo momento, di un futuro prossimo tra cerchi di fumo di consumate sigarette e la musica che lenta esala da un vecchia radio, che come una vecchia compagna di sempre, mi tiene compagnia in questi infruttuosi momenti. Nel frattempo nella stazione della mente arrivano svariati treni e accelerati, si aprono porte che sbuffano, dai vagoni scendono precipitosamente passeggeri di pensieri. Lentamente, con disinvoltura esalano al cielo di dentro trasformandosi in nuvole di poesia e di sogni. Dopo ciò, piano, senza rumore svaniscono silenziosamente come quei turisti che una volta scesi dal treno, frettolosamente si dirigono all'uscita della stazione scomparendo nella piazza principale tra il vocio forte della gente.
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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
L'autore
Pasqui
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
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