Un vita banale (parte prima)
Sono nato nel 1954, la guerra era finita da un pezzo e di fatti importanti il 1954, oltre alla mia nascita naturalmente, ha avuto la pubblicazione del "Signore degli anelli".
Se uno nasce l'anno di non potrà poi che amare la fantascienza e il fantasy, ma di certo appena nato non lo sapevo.
Nacqui a Popoli, perché si nasceva in casa a quel tempo e i miei nonni erano tutti li.
Un caso insomma, una usanza ma il G878 del mio codice fiscale indica quel paese.
Mio nonno aveva una tabaccheria a Popoli e io sono sempre stato per tutti il nipote di Orazio, al massimo il figlio della siciliana.
Da questo si comprende l'origine di una parte del mio sangue e forse del mio carattere.
Mio padre invece era nato a Sulmona ne 1922.
Aveva vinto il concorso per l'ufficio delle imposte ma rischiò di non essere assunto quando scoprirono che era socialista. Essere socialisti allora non era come ai tempi di Craxi.
Torniamo a Pino che nasce in quel 1954 e pochi giorni dopo andrà a Pescara nella casa in affitto dei suoi genitori, nessuno gli chiese a me cioè a Pino dove volesse passare gli anni della sua vita.
La prima casa dove ho abitato non la ricordo, mia madre raccontava che era molto umida ed era in via Raffaello, per cui trovammo poi casa da Grifone, persona conosciuta a Pescara perché commerciava in materiali edili.
La prima casa di Pescara che ricordo era quella di via Botticelli.
Ma torniamo a Popoli, non sono uno scrittore bravo e oltretutto sto litigando con la barra spaziatrice del mio computer che ogni tanto si incanta.
Chi mi conosce sa che sono uno scrittore scellerato che non rilegge e scrive di getto, cosa che un serio professionista non dovrebbe mai fare.
Torniamo a noi, a Popoli e la casa di mio nonno dove sono nato.
Non esistevano termosifoni allora, il camino della sala era quello che riscaldava e nelle camere si portava il braciere.
Il gabinetto era sul balcone e d'inverno era uno spasso andare a fare i bisogni in quel piccolissimo locale ricavato sul balconcino.
Molti nati in quei tempi soffrono oggi di stitichezza per quel motivo.
Ho detto gabinetto e non bagno, il "bagno" lo si faceva dentro una bacinella capiente, di metallo e naturalmente l'acqua cadeva sul pavimento di pietra.
Sulle travi della cucina stavano appese salsicce, prosciutti e salumi.
Il frigorifero sarebbe arrivato dopo.
Tornavamo a Popoli ogni anno, ricordo più della mia infanzia i fatti di Popoli e i guai che combinavo, nonostante la maggior parte del tempo la vivessi a Pescara, ma di quello che combinai da bambino lo racconterò a quei matti che vorranno leggerlo nelle prossime puntate. - continua-
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Mi sono riconosciuto in molti particolari. (Antonio Terracciano)
Sono curiosa.. (Annamaria Gennaioli)
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