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Biografie e Diari 23 novembre 2014 · lettura 3 min · 962 letture

Una vita banale (parte seconda)

Hariseldom 75 racconti pubblicati
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Io non ho idea di come gli scrittori siano capaci di raccontare tanti particolari della loro vita, o hanno una memoria che io non ho, oppure inventano.
Preferisco dire solo le cose che ricordo in questo mio racconto di vita, che pochi leggeranno e che farà sorridere altri, c'è sempre qualcuno che dice, "ma guarda questo cosa vuoi che ci importi della tua vita" come  se leggere il mio racconto fosse nel programma di governo.
Nel 1955 compio un anno, per festeggiare aprono a Los Angeles Disneyland  . Penso che fossi bene in carne ancora, in fin dei conti alla nascita pesavo 6 chili mi pare.
In verità dovevo invece sviluppare in altezza, ma questo dopo, all'inizio sembravo un ragazzino paffutello.
Non sembravo, ero.
Cambiammo casa subito, mamma diceva che ero malato per colpa dell'umidità in via Raffaello a Pescara. 
Mi fece vedere, dopo anni dove avevamo abitato, ma ora quella casa non c'è più, Pescara è una città cresciuta in fretta e le vecchie abitazioni sono state abbattute.
Trovammo casa in via Botticelli, i miei ricordi di una casa partono da quell'appartamento. 
C'era una stufetta al centro del corridoio che scaldava tutta casa e ricordo la mia cameretta piccola e stretta.
Sotto il letto mettevo i soldatini, la mia grande passione.
C'era una finestrella e siccome eravamo al primo piano da quella finestrella si poteva uscire anche.
Allora non si pensava ai ladri, anche perché caso mai potevano lasciare qualcosa piuttosto che trovare qualcosa.
La cucina dava a un piccolo giardino condominiale e dal balcone si poteva scavalcando scendere in giardino.
Niente televisore, naturalmente.
Quando andavamo a trovare mio nonno e mia zia a Popoli la tv era il Bar del compare Alfonso. Se qualcuno di Popoli legge queste note e ha qualche anno sa di cosa parlo.
Un bar che era in via Gramsci e dove vedevamo Rischiatutto e io o prendevo il gelato o la cioccolata calda.
Torniamo per ora a Pescara e a questo bambino che inizia ad avere l'età per andare all'asilo.
Destinazione Ravasco a Piazza Duca.
Lo so che voi non sapete di un Ravasco di Piazza Duca ora in quel palazzo c'è una banca e un consiglio di quartiere, ma le cose allora erano diverse.
Ma del mio primo rapporto con le suore, ne parlerò alla prossima puntata, la prima sino a questo momento è stata letta da 150 persone vedremo se anche la seconda.

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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Interessante, aspetto il continuo.. (Annamaria Gennaioli)

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