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Spiritualità 20 dicembre 2014 · lettura 3 min · 1378 letture

Il Natale adottato

Cinzia Gargiulo 6 racconti pubblicati
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Chiusa la bottega del pane Sara s’ avvia verso casa trascinando i passi e, nonostante il freddo sempre più pungente, allunga il percorso. Non è una sera qualsiasi, è la Vigilia di Natale, una festa che le mette tristezza. Il pensiero va a quando era bambina e trascorreva un Natale gioioso con la mamma preparando dolcetti e decorazioni natalizie che mettevano sull’ albero proprio la sera del 24 dicembre. Colmavano l’ assenza del padre, morto quando aveva tre anni, ricordando quanto lui l’ amasse e guardando foto e video per costruirne la memoria. Marta s’ era fatta in quattro per la figlia perché non le mancasse nulla, senza viziarla ma dandole amore e calore. La fanciulla aveva ricambiato diventando un’ adolescente piena di vita, allegra, affettuosa e amata da tutti. Dava grandi soddisfazioni a scuola e desiderava diventare cardiologo da quando Marta le aveva parlato dei problemi di cuore del padre. Sara era di una generosità fuori dal comune e quando la madre aveva cominciato a star male aveva deciso di aiutarla a qualsiasi costo. Ricevuta la diagnosi di Morbo di Parkinson aveva sacrificato la sua stessa vita, così come aveva fatto la madre per lei. Tornata da scuola l’ affiancava nel forno, lavorava e studiava. Aveva ridotto la frequentazione degli amici e lasciato le lezioni di pianoforte conservando l’ amore per la pittura e per la poesia. Dipingeva o componeva versi la sera tardi, dopo aver accudito la madre. Terminato il liceo Sara si era dedicata alla bottega a tempo pieno, Marta si aggravava progressivamente e non potendo permettersi di chiudere aveva accantonato l’ idea d’ iscriversi a Medicina. Il forno e la madre erano diventati tutto nella sua vita rinunciando ad una famiglia. Aveva avuto un unico grande amore, un ragazzo che per lavoro si era trasferito negli Stati Uniti. Le aveva chiesto di seguirlo ma la donna non si era sentita di sradicare la madre da quel paese in cui era nata, cresciuta ed invecchiata così le aveva mentito inventando un tradimento del fidanzato come causa di rottura di quella relazione. I ricordi sfumano… Sara oggi ha 40 anni è senza madre ed ha un vuoto affettivo che si acuisce a Natale e le impedisce di tornare a casa e far festa con gli amici. Mentre cadono i primi fiocchi di neve sui tetti delle case del borgo Sara suona il campanello del monastero appena fuori del centro abitato. Una voce chiede: “ Chi è?” “ Sono Sara, la fornaia. Vorrei donare dolci e amore ai bambini dell’ orfanatrofio se… se non è troppo tardi.” La madre superiora apre il portone e sussurra: “ Non è mai troppo tardi Sara nella casa del Signore,  vieni, questa è anche la tua casa.” Una nuova luce brilla negli occhi della donna, per la prima volta dalla morte di Marta sente un calore avvolgerle cuore e anima. Ora sì, è Natale anche per lei e ha voglia di festeggiare. Entra nel salone dove tutti i bambini sono raccolti dinanzi al Presepe, vedendo quegli occhi che la fissano curiosi comprende il nuovo senso della sua esistenza e sente di non essere più sola.  
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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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«Sereno Natale a tutti.»

L'autore
Cinzia Gargiulo

Sono un’insegnante di scuola dell’infanzia. Mi piace il teatro, il cinema, la poesia, la musica dal vivo e ogni forma d’arte. Amo il mare e il contatto con la natura e porto in me la solarità della mia città: Napoli. Adoro le poesie di Neruda, Hikmet, Sara Teasdale, Tagore. Scrivere per me è dare ossigeno alla mia

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È UN BEL RACCONTO...COMPLIMENTI E AUGURI (Sara Acireale)

Buon Natale Cinzia, un abbraccio! (Paola Vigilante)

Commenti (1)

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Paola Vigilante23 dicembre 2014

Un racconto ricco di buoni propositi e di opere meritevoli. Così dovrebbe poter essere per tutti, la riscoperta della generosità d'animo e di cuore, non necessariamente materiale