Ricordi - Paese mio IV - Epilogo
Verso le cinque di mattina, mia cognata Laura, specializzanda in anestesiologia, venne da me, mi toccò la spalla e mi disse " Matteo, vieni ". Ero in dormiveglia.
Mi alzai evitando di svegliare Silvia e Mattia.
Entrai in camera.
Mio fratello, in piedi, piangeva come un neonato " ci siamo" mi disse.
Mi sedetti sul letto, accanto, le presi la mano. Respirava piano con pause e fatica.
Guardai mia cognata, scuoteva la testa.
" Mamma, eccoci, siamo tutti qua " . Che altro potevo dire? Le parole non uscivano e la razionalità era molto lontana.
L’ ennesima pausa, il respirò si fermò per poi riprendere.
Laura ci spiegò cosa fosse, il respiro di Cheyne- Stokes. Apnee lunghe e respirazione superficiale, il cuore stava cedendo.
Speravo e volevo che questo dolore finisse quanto prima, ma volevo tenerla ancora con noi, pensiero molto stupido e molto egoistico.
Era già sotto morfina, la bombola dell’ ossigeno per supporto respiratorio.
Mio fratello, prese coraggio e si sedette sul letto.
Lo stesso letto dove abbiamo passato le influenze, che ci ha protetto fra mamma e papà durante i temporali o gli incubi notturni. Quel letto che è stata la panacea a tutti i mali.
Dagli spiragli della persiana mangiata dal tempo, i primi raggi di sole si facevano avanti.
" Bambini miei... ho visto vostro padre... mi sta aspettando... vi voglio bene....".
Ci guardò, un lieve sorriso, mi strinse la mano e spirò...
Piansi ovviamente. Le detti un bacio in fronte e le chiusi gli occhi.
Mio fratello scappò.
Mia cognata, uscì dalla stanza, senza dire una parola.
Rimasi li, inebetito e stordito. Provai pure a pregare, malamente.
Accadde, poi, una cosa strana, che anche a distanza di anni, spesso mi ritorna alla mente, mi sembrò di vedere la figura di mio padre accanto alla finestra.
Forse la stanchezza, strane reazioni chimiche o più semplicemente scherzi della mente.
Mattia entrò in camera. Gattonò sul letto, si avvicinò a mia madre. " ti voglio bene, nonna. "
Piansi di gioia e dolore. Venne verso di me. " stai male papà? "
"Nulla tesoro solo un po’ di raffreddre, poi passa. Lesto, torna a letto ".
lo vidi zompettare come un grillo con il mano il suo peluche preferito. Non era il caso di spiegare, non avrebbe capito del tutto.
Vennero le onoranze funbri ed il parroco.
La bara, elegante e sobria. Le misi il rosario fra le mani ed una foto di mio padre.
La seppellimmo nel cimitero del paese.
Era primavera, un bellissimo cielo e colori ovunque.
"Peccato tu non possa vederli più mamma, ma spero che ovunque tu sia, il dolore sia solo un ricordo. Grazie per tutto quello che hai fatto per noi, ti voglio bene.
Tuo figlio Matteo ".
Fine
Il Matteo nasce a Pisa nel lontano 1977. Prende il soprannome di Bio ( oltre ad altri cento) per la sua passione di fotografare l'acqua in tutte le sue forme. "Biyo" in Somalo vuol dire acqua. Dopo lo corresse in Bio. Scrive racconti, poesie, storielle e parodie. Si dedica al fai da te, chiaramente alla fotogra
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