Zerbino
Come un tappeto battuto al vento mi lascio torturare e assaporo quel dolore che tanto mi ha accompagnata e vestita.
Il pensiero vile ti assale nell’ attimo in cui sei scoperta psicologicamente e fisicamente, lo senti serpeggiare e strisciare sulla pelle che rabbrividisce senza tregua. Quando penso alla mia vita, mi rivedo in tanti momenti in cui alla vista dei più ero sorridente e felice, ma sempre vicina ai miei figli, loro la ma vita e la mia esistenza. Naturalmente ora uomini hanno la loro famiglia e sono contenta che loro lo siano, io certamente ho intrapreso un percorso al di fuori della "sacra famiglia", che di sacro non aveva nulla, poichè tradimenti, violenze psicologiche e fisiche adornavano la mia esistenza. Eppure come tante donne ho amato alla follia un uomo, che invece faceva di me il suo zerbino, oggetto e" porte sbattute", ho rinnegato me stessa come se non esistessi, non fossi nessuno, ero solo una cosa da utilizzare, la sua bambina in altre occassioni e come tale dovevo obbedienza e prostarmi ai suoi piedi.
Vorrei tanto far capire a lle donne che nonostante ciò restano a farsi trafiggere, ad essere violate nel proprio corpo e anima, che tutto questo male porterà alla fine, non potrà sfociare in nulla di buono.
Quando si è in tali situazioni non è facile ridere a cuore aperto, lo fai di nascosto con i tuoi figli, poi controllo massimo di tutto, come scrivere, dipingere, leggere, uscire, avere amiche, uscire con i tuoi figli, andare dai tuoi, fare shopping, pensare alla tua persona, essere femminile... ma che dico sono pazza? io come cosa non avevo bisogno alcuno di curarmi, farmi bella per me, vestire come volevo, comprarmi indumenti, anche intimo femminile... nooooo... imposibile!
Sola nel vero senso della parola, certo non potevo parlare ai miei piccoli, loro dovevano avere l’ illusione che tutto fosse bello, invece era tutto un misero vivere.
I tradimenti abbondanti e così schifosamente palesi erano a volte daghe feroci, perchè il mio cuore ferito e non vivo sentiva solo una sofferenza inaudita che serpeggiava nel corpo portandomi a sofferenze incredibili, ancora oggi ne pago le conseguenze. Il coraggio della mia rivoluzione sostenuta dal dolore mi ha portato a sceglier me per vivere ed ora nonostante i vari percorsi per uscirne, sento uno tsunami avvicinarsi, me lo dice il corpo, me lo dice il cuore, e credetemi donne..pensateci, non favevi uccidere e vivere da zombi per tutta la vita, non fatevi violentare la mente, ora capisco e conosco un pò Grazia, ma vi assicuro che questa donna ha qualcosa di tremendamente doloroso dentro che il suo corpo non riesce a sopportare.
Aiutatevi con amore!
Mi piace scrivere..da molti anni riverso nelle parole i miei sentimenti e le mie emozioni..mia musa ..il mio adorato mare e l'Amore..quello che ci circonda ..quello che mi fa respirare..
La bacheca del racconto
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Dolorosa consapevolezza di ritrovarsi... (Anna Rossi)
Commenti (1)
E’ ben triste sapere queste situazioni, è ben triste viverle, è ben triste pensare di poter essere sereni sino a che esistono queste storie, è ben triste non poter fare niente per darti una mano...é triste darti anche questo ... Coraggio

